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Archivio 2016

Un decalogo per prevenire la fibrillazione atriale

Data di pubblicazione: 14/01/2016 11:30

A Bologna i maggiori esperti del mondo a convegno sul tema

Ultimo aggiornamento : 09/02/2016

Circa un milione di persone in Italia sono colpite da fibrillazione atriale, un'aritmia cardiaca che costituisce la prima causa di ictus. Si stima che ogni anno siano almeno 50.000 gli ictus causati dalla fibrillazione atriale.

Le dieci regole per prevenire la fibrillazione atriale e promuovere un approccio multidisciplinare cardio-neurologico per il suo trattamento sono al centro di Atrial Fibrillation and Stroke Back to the Future on Heart - Brain Interactions, una due giorni organizzata dalla Cardiologia dell’Ospedale Maggiore che vedrà a Bologna, il 15 e 16 gennaio, i maggiori specialisti di tutto il mondo e una platea di oltre 400 medici.

Le dieci regole per prevenire la fibrillazione atriale

  •     Evitare obesità e sovrappeso
  •     Evitare l’abuso di alcool
  •     Abolire il fumo di sigaretta
  •     Svolgere un'attività fisica e sportiva moderata, evitando gli eccessi
  •     Tenere sotto controllo la pressione arteriosa e curare l'ipertensione
  •     Tenere sotto controllo la glicemia e curare il diabete
  •     Curare le apnee ostruttive nel sonno
  •     Dopo i 65 anni prestare attenzione al rilievo del polso in occasione di visite mediche
  •     Eseguire un elettrocardiogramma in caso di riscontro di polso irregolare
  •     Dopo i 50 anni, in caso di familiarità per fibrillazione atriale sottoporsi a visita cardiologica.

 

La Cardiologia deI Maggiore, centro di riferimento nel trattamento della fibrillazione atriale

Grazie alla terapia anticoagulante orale è possibile evitare gli ictus provocati dalla fibrillazione atriale. A Bologna sono oltre 12 mila le persone con fibrillazione atriale seguite dai centri della rete BoNTao (Bologna Network Terapia anticoagulante orale), che utilizzano farmaci anticoagulanti orali di ultima generazione (cosiddetti NAO, Nuovi Anticoagulanti Orali). La Cardiologia dell’Ospedale Maggiore, che fa parte della rete ed è centro di riferimento per lo studio e lo sviluppo dei NAO, ne assiste circa un migliaio.

La dotazione tecnologica, la competenza professionale maturata nel corso di 25 anni e l’attivazione di percorsi dedicati che semplificano, rendendolo più tempestivo, il trattamento dei pazienti con fibrillazione atriale, fanno della Cardiologia dell’Ospedale Maggiore, diretta da Giuseppe Di Pasquale, un centro Hub della rete cardiologica metropolitana per il trattamento delle aritmie cardiache e la gestione in emergenza del paziente con infarto miocardico acuto.

Sono oltre 3 mila le procedure di ablazione eseguite al Maggiore. L’ablazione consiste nella  mappatura e bruciatura, attraverso piccole sonde direttamente inserite nel cuore, dei circuiti elettrici anomali all’origine delle aritmie. In costante aumento, inoltre, i pazienti con aritmie gravi che si rivolgono alla Cardiologia dell’Ospedale (30 nel 2015).

Atrial Fibrillation and Stroke. Back to the Future on Heart - Brain InteractionsBologna, 15 e 16 gennaio

Le interazioni cuore-cervello sono importanti non solo per la ricerca, ma anche per le ricadute nella pratica clinica quotidiana, come l'ictus cardioembolico, l’associazione di malattia coronarica e cerebrovascolare, e le conseguenze cardiache dello stroke.

La fibrillazione atriale è la causa cardiaca più frequente dell’ictus cardioembolico (uno su quattro). Diagnosi e cura di questa forma di ictus saranno al centro dell’intervento del neurologo Gregory W. Albers, direttore dello Stanford Stroke Center di Palo Alto, California, tra i massimi esperti al mondo.

La due giorni di Bologna si articola in due Focus  paralleli nella mattina del 15 gennaio, seguiti da un Luncheon Panel e da cinque sessioni plenarie nel pomeriggio del 15 e la mattina del 16 gennaio.
I due Focus, veri e propri minicorsi con ampi spazi per l’interattività dei partecipanti, sono dedicati alla gestione della terapia anticoagulante orale (TAO) con i nuovi farmaci anticoagulanti orali (NAO) o con i tradizionali antagonisti della vitamina K, e alla identificazione della fibrillazione atriale silente.

Nell’ambito delle cinque sessioni plenarie saranno trattati tutti gli aspetti relativi alla diagnosi e alla profilassi tromboembolica della fibrillazione atriale, con una particolare attenzione ai temi più nuovi e controversi come lo stroke silente o criptogenico, la  gestione della terapia antitrombotica nelle procedure interventistiche della fibrillazione atriale, oltre che nei pazienti con fibrillazione atriale e concomitante sindrome coronarica acuta o impianto di stent coronarico.

Fibrillazione atriale e ictus

La fibrillazione atriale è la forma più comune di aritmia cardiaca ed è causata da un disturbo dei circuiti elettrici dell'atrio sinistro. In questo caso il cuore si contrae irregolarmente, senza la forza dovuta, e ciò può provocare un ristagno di sangue con conseguente formazione di coaguli. Quando i coaguli di sangue si spostano, possono arrivare sino al cervello, dove possono rimanere intrappolati in un’arteria cerebrale, bloccando così la circolazione e provocando l’ictus.

Come ridurre il rischio di  ictus nella fibrillazione atriale

La terapia fondamentale  per la  riduzione del rischio di  ictus correlato alla fibrillazione atriale è la terapia anticoagulante orale. In alcuni casi specifici è possibile, inoltre, intervenire con approcci non farmacologici, come la chiusura dell’auricola sinistra. Questi interventi offrono una soluzione permanente ai pazienti con fibrillazione atriale che presentano controindicazioni per l’utilizzo della terapia anticoagulante orale a vita.

La sfida della ricerca della fibrillazione atriale silente

La fibrillazione atriale può essere spesso asintomatica, conservando ugualmente un elevato rischio di ictus. L'identificazione della fibrillazione atriale silente rappresenta la nuova frontiera nella prevenzione dell'ictus. Ciò è possibile, oggi, anche grazie alla disponibilità di nuove tecnologie di facile accesso, come per esempio il monitoraggio elettrocardiografico prolungato.

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