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Archivio 2015

“C.S.M. 3.0”. Progetto sperimentale dei servizi territoriali della Salute Mentale

Data di pubblicazione: 28/09/2015 13:15

Accesso in urgenza garantito tutto il giorno nelle due aree cittadine, più spazio e risorse ai progetti di cura con pazienti e familiari

Ultimo aggiornamento : 15/10/2015

È partito il 14 settembre, e durerà fino alla metà del 2016, un progetto sperimentale di rimodulazione delle attività dei Centri di Salute Mentale (C.S.M.) di Bologna. Il progetto prevede una parziale concentrazione della funzione di accesso in urgenza, attraverso una rotazione di questa funzione nella fascia oraria pomeridiana, tra i cinque C.S.M. presenti in città. In altre parole, ciascuna di queste strutture per due pomeriggi alla settimana non svolgerà funzioni di accoglienza, dando la possibilità agli operatori di dedicarsi maggiormente alle attività programmabili - progetti di cura, assistenza e riabilitazione con pazienti e familiari – all’interno di strutture o a domicilio.

Continuità di accesso, personalizzazione degli interventi, prevenzione

Il progetto garantisce la continuità e l’omogeneità dell’accesso in ambiti territoriali vicini, alternandolo tra i due C.S.M. della zona Est (presso i poliambulatori Mazzacorati e Zanolini) e tra i tre della zona Ovest (in via dello Scalo, presso il poliambulatorio Tiarini e la Casa della Salute Borgo-Reno di via Nani), per facilitare eventuali spostamenti dell'utenza. In ogni struttura è stata adottato un sistema informativo di cartellonistica, con gli orari di accesso e le indicazioni del C.S.M. più vicino, l’indirizzo e i contatti telefonici cui eventualmente rivolgersi.

“Questo tipo di organizzazione per l’accesso delle urgenze, adottata da molti anni nei mesi estivi, ha dimostrato una capacità di risposta adeguata“ afferma Ivonne Donegani, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale - Dipendenze Patologiche (D.S.M.-D.P.). “Questo progetto” prosegue “si propone di potenziare e migliorare le attività assistenziali e socio-riabilitative individualizzate e programmabili (tra il 2007 e il  2014 è aumentato del 13% il numero dei pazienti in carico al servizio, n.d.r.) che coinvolgono tutte le figure professionali di queste strutture. Inoltre si propone di valorizzare maggiormente le attività domiciliari, assistenziali/riabilitative e di supporto, in quanto” sottolinea ”privilegiare la progettazione individualizzata e partecipata  svolge anche una significativa azione preventiva, contribuendo a ridurre il numero degli accessi in urgenza”. “Ci aspettiamo, alla metà del 2016” conclude “un incremento nei progetti personalizzati e nelle attività svolte all’esterno dei C.S.M., ovvero in altre sedi e residenze dedicate o a domicilio”.

Le prospettive

“Personalizzazione degli interventi, partecipazione al progetto di cura di pazienti e familiari, ma anche sinergia con gli altri servizi” aggiunge il Direttore del Distretto Città di Bologna, Gabriele Cavazza “in particolar modo grazie nascita della rete delle Case della Salute (C.D.S.) in città“. “Una sinergia che rappresenta la terza direttrice alla base della riprogettazione dei servizi territoriali della Salute Mentale” conclude Donegani “con l’implementazione delle C.D.S. stiamo ipotizzando una seconda fase progettuale che veda l’organizzazione dei nostri servizi integrata con quelle degli altri professionisti del territorio, che garantisca un accesso appropriato e un approccio multidisciplinare e specializzato nella presa in carico dei pazienti”.

In allegato lo schema con i nuovi orari di accesso ai C.S.M.

 

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