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Archivio 2014

In relazione all’articolo pubblicato l’11 dicembre sul sito di pagina99, l’Azienda Usl di Bologna precisa quanto segue

Data di pubblicazione: 12/12/2014 18:45
Ultimo aggiornamento : 30/12/2014

Da quanto si legge nell’articolo sembra evidente che la signora Giulia non sia stata informata correttamente delle opportunità offerte dalle Aziende sanitarie pubbliche bolognesi o abbia scelto comunque di non avvalersene, rivolgendosi ad uno specialista privato. Scelta legittima, a patto che non la si presenti come obbligata, come si può desumere dalla lettura dell’articolo, a scapito di una corretta informazione dei lettori di pagina99.  

 
Da oltre 2 anni l’Azienda Usl di Bologna, l’Azienda Ospedaliera di Bologna e l’Istituto Ortopedico Rizzoli, insieme ad A.M.R.E.R (Associazione dei Malati Reumatici dell’Emilia Romagna), hanno dato vita alla Rete Reumatologica Metropolitana, che assicura tempestività, appropriatezza e continuità al percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale dedicato alle persone con malattie reumatiche come la signora Giulia.

A lei e a tutte le persone come lei il percorso garantisce, in ogni fase della malattia, esami (compresa la risonanza magnetica) e visite appropriati in tempi adeguati. L’accesso alla Rete è semplice ed uguale per tutti e avviene sulla base di una richiesta di visita reumatologica per sospetta malattia reumatica da parte del Medico di medicina generale. La visita reumatologica è garantita, in questi casi, entro 7 giorni. Se il reumatologo conferma il sospetto di patologia reumatica, avvia un percorso specifico di approfondimento diagnostico, prenotando direttamente gli esami e le visite di controllo successive. Il cittadino non deve rivolgersi, quindi, al CUP, né affrontare attese.  Nel 2013 sono stati circa 5.000 i cittadini seguiti dalle strutture dell’Azienda Usl di Bologna nell’ambito della Rete Reumatologica. Nessun rischio di diagnosi tardive, quindi, né tanto meno di ricorso obbligato al privato.
 
Per assicurare l’accesso alle prestazioni diagnostiche o specialistiche entro i tempi stabiliti dalle norme vigenti, per le prestazioni per le quali si segnalano tempi di attesa più lunghi l’Azienda si è dotata di strumenti innovativi come i percorsi di garanzia, che mettono a disposizione dei cittadini visite specialistiche ed esami diagnostici il più vicino possibile ai loro luoghi di vita. Gli ospedali citati nell’articolo non sono gli unici presidi in grado di offrire una risonanza, ed è evidente che non si può concentrare l’intera richiesta sulle tre strutture principali, due delle quali (Maggiore e S. Orsola) impegnate, peraltro, anche in rilevanti attività di emergenza-urgenza.

Nell’articolo si fanno anche riferimenti confusi a presunte disponibilità di risonanze magnetiche lombosacrali e all’encefalo al costo di 222,10 euro, con attese al giugno 2016 al Maggiore e a Novembre 2017 al Bellaria. E’ bene chiarire che questi esami, così come  tutta la diagnostica complessa, sono subordinati a prescrizione medica che ne motivi l’appropriatezza e, se c’è, l’eventuale grado di urgenza. In questi casi, l’Azienda Usl di Bologna garantisce le prestazioni così come richieste dal medico prescrittore con il pagamento del solo ticket, che non può superare, a seconda della appartenenza ad una  delle tre fasce di reddito previste, rispettivamente 36,15 euro, 50 euro, 70 euro. Non si comprende, dunque, a quali tariffe si faccia riferimento nell’articolo.

Ad oggi, 12 dicembre, le prime disponibilità offerte dal sistema pubblico per una risonanza magnetica lombosacrale, al solo costo del ticket, sono per il 16 dicembre presso un privato accreditato di Castiglione dei Pepoli, o il 22 dicembre presso un privato accreditato di San Giovanni in Persiceto, mentre la prima  risonanza magnetica all’encefalo disponibile è per il 20 dicembre presso un privato accreditato di San Giovanni in Persiceto o il 23 dicembre presso un privato accreditato di Bologna.

Le strutture private accreditate sono parte, a tutti gli effetti, del Servizio Sanitario Regionale. L’accreditamento da parte del SSR verifica proprio l’esistenza dei requisiti strutturali e di competenza professionale necessari ed indispensabili per garantire prestazioni in linea con gli standard di qualità e sicurezza previsti per il servizio sanitario. Non è corretto, quindi, screditarle agli occhi dei cittadini, né sostenere che utilizzarle depotenzia il sistema pubblico o, peggio, ne rappresenta una forma di privatizzazione. Le prestazioni presso le strutture private accreditate sono acquistate dall’Azienda Usl di Bologna e messe a disposizione dei cittadini al solo costo del ticket sanitario.

Infine, per quanto riguarda la libera professione, essa è prevista dalle norme vigenti e, comunque, dati alla mano, i cittadini utilizzano pochissimo (dal 2 al 4% di tutte le prestazioni erogate) quella disponibile presso l’Azienda USL di Bologna.

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