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Archivio 2014

VIVA! Boom di presenze allo stand dell'’Azienda Usl di Bologna in Piazza Nettuno

Data di pubblicazione: 20/10/2014 09:45

1200 bolognesi addestrati alle tecniche di rianimazione cardio-polmonare. Donati 2 defibrillatori

Ultimo aggiornamento : 28/10/2014

In 1200, a Bologna, hanno affollato per tutta la giornata, ieri, sabato 18 ottobre, lo stand dell’'Azienda Usl per imparare le manovre salvavita in grado di far ripartire un cuore.

Sotto la guida esperta di 50 professionisti, medici e infermieri AUSL, e rappresentanti delle Pubbliche Assistenze e dell’'Esercito Italiano, i cittadini sono stati addestrati a riconoscere un arresto cardiaco, ad allertare correttamente il 118, ad eseguire la rianimazione cardiopolmonare e ad utilizzare i defibrillatori semiautomatici.
Una buona metà di quanti sono passati dallo stand di VIVA! sono studenti, in prevalenza delle scuole superiori.

Nel corso della mattinata sono stati donati anche due defibrillatori, uno alle scuole Aldini Valeriani, e uno alla Polisportiva Energym CSI di Bologna.

Insegnare ai cittadini, in pochi minuti e in maniera semplice, le tecniche di rianimazione cardiopolmonare è l’obiettivo con il quale Azienda Usl e Comune di Bologna hanno aderito a VIVA!, la settimana europea della rianimazione cardiopolmonare promossa dall’Italian Resuscitation Council (IRC), in programma dal 13 al 19 ottobre.

La diffusione della conoscenza delle manovre rianimatorie cardiopolmonari elementari è riconosciuta, sempre di più, come un elemento essenziale per aumentare le possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. Manovre elementari, che possono salvare una vita e che chiunque, anche senza una preparazione sanitaria professionale, può eseguire. Queste manovre, praticate tempestivamente prima dell’arrivo dei soccorsi, e la presenza di defibrillatori, anticipano i tempi di intervento, dimezzandoli rispetto a quelli garantiti dalla rete del 118, e triplicano le possibilità di sopravvivenza di chi è colpito da arresto cardiaco. In Italia ciò avviene solo nel 15% dei casi, a fronte di percentuali intorno al 50% dei paesi scandinavi. Nella provincia di Bologna sono all’incirca un migliaio, ogni anno, le persone colpite da arresto cardiaco. Solo una su cinque di esse sopravvive, nonostante il tempestivo intervento del
118 che in ambito cittadino avviene, di norma, entro 10 minuti dalla chiamata alla Centrale Operativa. Una percentuale che, seppur in linea con i migliori sistemi di emergenza europei, è comunque ancora troppo bassa.

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