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Tempi d'attesa e organici, le aziende sanitarie bolognesi respingono la rappresentazione che ne danno i sindacati

Data di pubblicazione: 31/07/2014 11:32

Le analisi compiute dall’Azienda Usl di Bologna nei primi mesi dell’anno, condivise con le organizzazioni sindacali, non evidenziano aumenti nei carichi di lavoro del personale sanitario.

Ultimo aggiornamento : 13/08/2014

Le Aziende sanitarie bolognesi respingono la rappresentazione della sanità nell'area metropolitana di Bologna offerta ieri dalle organizzazioni sindacali nel corso di una conferenza stampa. È stato presentato un quadro lontano dalla realtà, che poggia su dati distorti o inesatti, non rappresentativi dell’enorme patrimonio di competenze e capacità di tutti gli operatori della sanità, né tanto meno delle molteplici innovazioni organizzative già realizzate proprio per migliorare qualità, accessibilità e adeguatezza dei servizi. Il quadro presentato è tanto più grave perché rischia di ingenerare nella opinione pubblica un allarmismo ingiustificato e una sfiducia immotivata nel servizio sanitario pubblico. Un attacco manifestamente strumentale, che avviene alla vigilia di un importante incontro tra Azienda Usl di Bologna e sindacati, proprio sul tema degli organici, e della ripresa delle trattative con l’Azienda Ospedaliera, sullo stesso tema, prevista per settembre. Le Aziende respingono al mittente le accuse di inaffidabilità, anche in considerazione della inattendibilità e della voluta parzialità delle informazioni diffuse dalle organizzazioni sindacali.

Tempi di attesa

I tempi di attesa per le prestazioni citate dai sindacati, verificati oggi 30 luglio, sono i seguenti
•    Visita endocrinologica, 5 giorni
•    Visita ginecologica, 5 giorni
•    Eco capo collo, 6 giorni
•    Ecodoppler TSA, 6 giorni
•    Eco ginecologica,  22 giorni
•    Holter cardiaco, 43 giorni
•    Colonscopia, 44 giorni
•    Elettromiografia, 54 giorni
Come è noto, le Aziende offrono prestazioni diagnostiche e visite specialistiche attraverso una ampia rete di punti di erogazione i cui tempi di attesa, ovviamente, possono differire. I tempi di attesa scelti dai sindacati, peraltro relativi al 7 luglio scorso, sono solo alcuni e sempre i peggiori.
Per quanto riguarda gli interventi di cataratta, l’Azienda Usl di Bologna li garantisce da un minimo di 7 giorni ad un massimo di 5 mesi, a seconda del livello di priorità clinica.

All’Istituto Ortopedico Rizzoli il tempo minimo d’attesa per l’intervento programmato di protesi d’anca è di tre mesi, salvo priorità per motivi clinici particolari. Nell’83% dei casi l’intervento di protesi su frattura di femore è effettuato entro le 48 ore dal ricovero, secondo le indicazioni di buona pratica, in maniera da massimizzare le possibilità di recupero, quarto miglior risultato a livello nazionale. Per quanto riguarda le visite ambulatoriali ortopediche, il Rizzoli ha avviato nella primavera di quest’anno un piano che prevede la riduzione dei tempi d’attesa attraverso una serie di misure, tra cui anche una maggiore apertura degli ambulatori e la riorganizzazione delle visite di controllo, di cui i primi risultati saranno disponibili a settembre.

La lettura proposta dai sindacati, inoltre, non tiene conto delle innovazioni che hanno riguardato la riorganizzazione della rete ospedaliera, realizzata grazie alla collaborazione ed ai progetti di integrazione fra le tre Aziende cittadine e concordata in sede di CTSS, che ha consentito di migliorare qualità e sicurezza delle cure e degli interventi, anche attraverso la concentrazione delle patologie e dei casi più complessi in sedi altamente specializzate.
Va in questa direzione anche la cessazione della funzione di parto all’Ospedale di Porretta Terme e il relativo protocollo di presa in carico delle donne in gravidanza, che proprio in queste ultime settimane, contrariamente a quanto affermato, ha confermato la propria efficacia.

E’ parte di questo complesso di azioni anche la realizzazione di reti cliniche tra ospedali e territorio, attraverso percorsi diagnostico terapeutici assistenziali che prevedono la presa in carico del cittadino e garantiscono le prestazioni appropriate nei tempi opportuni. Tra questi, ad esempio, i percorsi oncologici e il percorso nascita, che garantiscono, in tutta l’area metropolitana bolognese, che i cittadini non siano mai lasciati soli e possano disporre, tra l’altro, delle visite e degli esami necessari attraverso la prenotazione diretta da parte degli specialisti in tempi congrui.
La garanzia di tempestività e appropriatezza delle cure a disposizione dei cittadini, è rafforzata, inoltre, anche dai programmi di screening attivi in tutta la Regione, che riguardano, come noto, le patologie oncologiche femminili e maschili.

Assunzioni di personale infermieristico e tecnico
Le Aziende sanitarie bolognesi hanno siglato due mesi fa importanti accordi per l’assunzione di personale infermieristico e tecnico. Si tratta di 70 operatori, tra tecnici e infermieri, per l’Azienda Usl di Bologna, e di 30 per l’Azienda Ospedaliera. Assunzioni disposte anche in deroga ai limiti imposti dalla programmazione e dai vincoli di bilancio.
Per quanto riguarda l’Azienda Usl di Bologna, l’accordo prevede l’assunzione di 50 operatori entro il primo semestre. Tale impegno è stato pienamente rispettato, ricorrendo anche ad un aumento temporaneo dei contratti interinali.

Tutte le analisi compiute dall’Azienda Usl di Bologna nei primi mesi dell’anno, condivise con le organizzazioni sindacali, non evidenziano aumenti nei carichi di lavoro del personale sanitario. Diversa la situazione, invece, del personale amministrativo, oggetto di un importante ridimensionamento già in corso da alcuni anni. L’attuale tensione sui carichi di lavoro per il personale amministrativo sarà tuttavia risolta non appena completata l’unificazione, già in corso, dei servizi amministrativi delle tre aziende sanitarie cittadine.

Anche per quanto riguarda l’Ospedale di San Giovanni in Persiceto, i dati riferiti dai sindacati non corrispondono a realtà. Ad oggi, infatti, stante l’attuale organizzazione, non si registrano carenze né tra il personale infermieristico, né tra gli operatori socio sanitari.

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