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Innovazioni, azioni di miglioramento, umanizzazione. Le attività di "audit" nelle Strutture Residenziali per Anziani

Data di pubblicazione: 17/04/2014 15:47

Dal 2011 interessano 16 strutture cittadine. I risultati presentati in un convegno il 10 aprile al Bellaria

Ultimo aggiornamento : 20/06/2014

Terapie più mirate e appropriate per i pazienti affetti da demenza; maggiore capacità nell'individuare disturbi del comportamento o segnali di malnutrizione e disidratazione; in generale, una accresciuta sensibilità degli operatori nell'assistenza agli anziani ospiti, grazie a strumenti di lavoro più precisi, affidabili ed efficaci. Questi, in sintesi, i risultati dell'attività di “Audit sulle azioni di miglioramento relative alla gestione di anziani affetti da demenza e alla applicazione delle linee guida sulla nutrizione nei servizi residenziali per anziani”, presentati il 10 aprile in un convegno che si è svolto all'Ospedale Bellaria, che confermano il trend positivo già evidenziato nel 2012. L'attività si è infatti sviluppata tra il 2011 e il 2013 in tutte le 55 Strutture Residenziali per Anziani accreditare a livello aziendale, tra cui le 16 presenti nel Distretto Città di Bologna.

 

I risultati
Per quanto riguarda la demenza - che assieme all'alimentazione rappresenta l'ambito principale ove si è concentrata l'attività - si conferma la diminuzione nell'utilizzo di terapie farmacologiche. Tra il 2011 e il 2013, verso i pazienti affetti da demenza, l'uso di antidepressivi è diminuito di circa 8 punti percentuali, e quello di sedativi e ansiolitici di 20 punti percentuali (passando dal 66,8% degli ospiti nel 2011 al 46,8% nel 2013). Parallelamente è aumentato il ricorso a terapie non farmacologiche con l’inserimento in attività terapeutiche specifiche, ed è diminuito di 8 punti (dal 55,5% di ospiti nel 2011 al 47,6% nel 2013) il ricorso a spondine di contenimento nei letti. Infine l’utilizzo del Neuropsychiatric Inventory (N.P.I.), strumento di valutazione e conoscenza dei disturbi del comportamento, è aumentato del 27,6%  rispetto al 2011, consentendo un miglioramento negli interventi e nel monitoraggio degli anziani ricoverati.

Riguardo l'alimentazione, il monitoraggio dei consumi alimentari è attivo a pieno regime in tutte le strutture. Si è azzerato il numero di strutture con meno di 5 pasti al giorno, ed è diminuito il numero degli ospiti privi di una bottiglia d'acqua personalizzata (-18% circa). In tutte le strutture è ormai prassi consolidata il monitoraggio dei consumi, del cambiamento delle abitudini alimentari e dell'idratazione, e l'utilizzo del “test dell’acqua” per la valutazione delle capacità deglutative e fisiatrica è incrementato praticamente ovunque (non lo si effettua solo nel 3,3% dei casi, nel 2011 la percentuale era del 37%).

 

Dai numeri all'umanizzazione delle cure
Al convegno del 10 aprile è stato inoltre ribadito che l'adozione di strumenti più precisi, affidabili ed efficaci nell'assistenza ha consentito agli operatori una migliore gestione complessiva degli ospiti presenti nelle strutture. Gli operatori stessi rilevano una accresciuta sensibilità nella lettura dei bisogni degli ospiti e nell'ascolto delle esigenze dei familiari, ma anche una maggiore capacità relazionale con i colleghi, con un miglioramento nell'integrazione tra operatori sanitari e socio-sanitari, nella crescita professionale e motivazionale.

In altre parole, può sembrare paradossale, ma il ricorso a strumenti di misurazione numerica, freddi e razionali, ha contribuito anche a migliorare l'umanizzazione nella relazione di cura e di assistenza dentro le strutture che accolgono i nostri anziani.

 

L'audit e il gruppo di lavoro
L’attività di “audit” rappresenta uno strumento di valutazione e miglioramento della qualità e dell’efficacia dei servizi oggi molto utilizzato. Si compone di una fase di confronto dei risultati della propria attività con indicatori standard attendibili e accreditati a livello internazionale, una fase di individuazione delle criticità che possono ostacolare il raggiungimento di questi standard, una fase di implementazione di interventi volti a contrastare queste criticità e una fase finale di valutazione e di confronto tra i risultati ottenuti - dopo l’attuazione degli interventi - e gli standard presi come riferimento.

L'audit, a livello aziendale, è sviluppato da un gruppo di lavoro multidisciplinare (GLAM) composto da: Clelia D’Anastasio, Responsabile della U.O.S.D. Geriatria Territoriale e Disturbi Cognitivi; Carlo Descovich, Direttore della U.O.C. Governo Clinico; Piera Franceschelli, Infermiera C.R.A. La Torre di Galliera; Francesca Lancellotti, Geriatra C.R.A. CADIAI; Simona Linarello, U.O.S.D. Geriatria Territoriale e Disturbi Cognitivi; Giovanna Manai, Direttrice U.A.S.S. Casalecchio di Reno; Laura Morisi, U.O.C. Dietologia e Nutrizione Clinica; Lucio Tondi, Geriatra A.S.P Città di Bologna; Sabina Ziosi, Direttrice U.A.S.S. Pianura Ovest; Luisa Zoni, medico della U.O.C. Dietologia e Nutrizione Clinica; Rosa Angela Ciarrocchi, sociologa del Dipartimento Attività Socio-Sanitarie, in stretta collaborazione con gli operatori delle strutture coinvolte.

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