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Archivio 2014

Slow Medicine, una rete di professionisti e di cittadini che si riconosce in una Medicina Sobria, Rispettosa e Giusta

Data di pubblicazione: 25/03/2014 14:25

Pubblicate le prime liste di esami diagnostici e trattamenti a rischio di inappropriatezza in Italia.

Ultimo aggiornamento : 31/03/2014

Cure appropriate e di buona qualità e un'adeguata comunicazione fra le persone riducono i costi dell'organizzazione sanitaria, riducono gli sprechi, promuovono l'appropriatezza d'uso delle risorse disponibili, la sostenibilità e l'equità dei sistemi sanitari, migliorano la qualità della vita dei cittadini. Questa è l’idea condivisa dai fondatori di Slow Medicine, una rete di professionisti sanitari, associazioni di professionisti, associazioni di pazienti e familiari e cittadini che hanno l’obiettivo di riproporre un sistema sanitario di qualità e di cure basate sulla sostenibilità, sull'equità, sull'attenzione alla persona e all'ambiente.

Tra i diversi progetti, Slow Medicine, con FNOM-CeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri), IPASVI (Federazione Nazionale Collegi Infermieri professionali, Assistenti sanitari, Vigilatrici d'infanzia), SIQuAS-VRQ(Società Italiana per la Qualità dell'Assistenza Sanitaria), l’Istituto Change di Torino, PartecipaSalute, InversaOnlus, AltroConsumo e Slow Food italia, promuove Fare di più non significa fare meglio, un progetto che si propone di migliorare la qualità e la sicurezza dei servizi sanitari attraverso la riduzione di esami e trattamenti che spesso si sono rivelati inefficaci e che rischiano di essere addirittura dannosi. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, nei servizi sanitari gli sprechi rappresentano una percentuale che varia tra il 20 e il 40% della spesa. Il 40% dei farmaci prescritti non sono necessari e spesso sono dannosi. Secondo la Società Italiana di Radiologia più del 25% degli esami radiologici sono ingiustificati.

Molte Società Scientifiche e Associazioni Professionali Italiane hanno aderito al progetto e le prime liste di esami diagnostici e trattamenti a rischio di inappropriatezza sono già stati pubblicati.

“Di questi esami e trattamenti, come la Risonanza magnetica della colonna nel mal di schiena o la somministrazione di farmaci ansiolitici nelle persone anziane”, afferma Slow Medicine, “dovranno interrogarsi e parlare tra loro i medici, gli altri professionisti e i pazienti, perché le scelte siano informate e condivise”.

Tutte le pratiche a rischio di inappropriatezza e la descrizione dettagliata del progetto Fare di più non significa fare meglio possono essere reperite sul sito di Slow Medicine.

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