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Le patologie end stage nella pratica clinica e le cure palliative per i pazienti non oncologici

Data di pubblicazione: 19/03/2014 10:45

Il 29 marzo a Bologna

Ultimo aggiornamento : 31/03/2014

Prima in Italia a formalizzare la sinergia tra la Rianimazione e la Rete delle cure palliative anche per i malati non oncologici, l’Azienda USL di Bologna promuove il convegno Le patologie end stage nella pratica clinica. Come integrare discipline e professioni tra rianimazione e cure palliative in programma il 29 marzo presso l’Ospedale Maggiore.

 

Medici, psicologi e infermieri di Rianimazione, palliativisti, operatori della Psicologia clinica e della Medicina interna, provenienti da tutta Italia, si confronteranno sul percorso di sostegno e di aiuto aiuto al malato e alla sua famiglia nel  passaggio dalle cure attive alle cure palliative.

 

I medici, gli infermieri e gli altri professionisti sanitari sono oggi coscienti che le cure intensive non rappresentano comunque e sempre la risposta più appropriata ai malati e alle famiglie che affrontano patologie con grandi insufficienze d’organo, quando queste giungono al grado estremo di evoluzione end stage.

 

In questo contesto la qualità di vita della persona malata e della famiglia diventano prioritari. L’obiettivo diviene l’accompagnamento in un percorso complesso, che va progettato e realizzato all’interno delle strutture ospedaliere partendo anche dalle Rianimazioni.

 

L’Azienda Usl di Bologna è stata la prima in Italia a formalizzare la sinergia tra la Rianimazione, in particolare quella dell’Ospedale Maggiore, e la rete delle cure palliative. Rete già molto impegnata nell’assistenza ai pazienti oncologici, ora attiva anche nel seguire persone con patologie con grandi insufficienze d’organo. La rete delle cure palliative dell’Azienda Usl di Bologna nell’ultimo anno ha fornito assistenza e sostegno a 520 persone.

 

Partendo dall'esperienza della rete delle cure palliative dell’Azienda USL di Bologna, il convegno propone un confronto con altre realtà ospedaliere che hanno condiviso il medesimo obiettivo, anche alla luce del documento “Grandi insufficienze d’organo end stage: cure intensive o cure ordinarie? Documento condiviso per una pianificazione delle scelte di cura” promosso dalla SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia e Terapia Intensiva),

e condiviso ad oggi dalle maggiori società scientifiche italiane.

 

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