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Sentenza Antitrust su Roche-Novartis, la Regione Emilia-Romagna impegnata dal 2009

Data di pubblicazione: 06/03/2014 10:12

La soddisfazione dell'assessore Lusenti: "La Regione ha agito con determinazione e rigore, in nome della sicurezza dei pazienti e contro lo spreco di denaro pubblico"

Ultimo aggiornamento : 14/03/2014

Fonte, Regione Emilia-Romagna

“Come Regione abbiamo agito con determinazione e rigore, in nome della sicurezza dei pazienti e contro lo spreco di denaro pubblico. Non possiamo, quindi, che accogliere con estrema soddisfazione la decisione dell’Antitrust”. Queste le parole dell’assessore alle Politiche per la salute Carlo Lusenti in merito alla vicenda dei farmaci Avastin e Lucentis; vicenda che ha visto la Regione impegnata sin dal maggio 2009. In quell’anno, infatti, l’assessorato Politiche per la salute richiede all’Aifa – a causa degli effetti sulla spesa sanitaria derivanti dalla sostituzione di Avastin con i nuovi farmaci – il ripristino dell’uso off-label di Avastin e quindi il suo reinserimento nell’apposita lista, e la rinegoziazione del prezzo di Lucentis e Macugen. “La Regione ha dimostrato la propria determinazione nell’adottare politiche di governo della sanità che, sulla base delle evidenze di efficacia e sicurezza per i pazienti, possono assicurare la migliore efficienza e sostenibilità di sistema – prosegue Lusenti – . Tutto questo è avvenuto nell’assoluto rispetto delle norme, cercando sempre la collaborazione e il confronto con tutte le autorità preposte al governo delle politiche del farmaco, e adeguandosi alle decisioni delle autorità stesse. Ora, di fronte a questa sentenza dell’Autorità Garante, la Regione continuerà nel proprio impegno affinché il governo del farmaco sia effettivamente orientato a una rigorosa valutazione della sicurezza e dell’efficacia terapeutica, evitando di sostenere costi integrativi quando non siano associati a un reale vantaggio in termini di salute e sicurezza per i pazienti”.

Nel 2011 (anno in cui era ancora in vigore la delibera di giunta che consentiva l’uso off label di Avastin) in Emilia-Romagna sono stati trattati con costi a carico del Servizio sanitario regionale oltre 6.000 pazienti affetti da degenerazione maculare legata all’età. Se tutti i pazienti trattati con Avastin (5.334) fossero stati trattati con Lucentis, “la Regione – sottolinea Lusenti – avrebbe dovuto spendere circa 25,5 milioni di euro in più. Per avere un’idea dell’uso alternativo di queste risorse, basti pensare che ogni milione di euro speso in più ogni anno per l’obbligo di utilizzare Lucentis in alternativa ad Avastin corrisponde a circa 12 medici, o 28 infermieri, o 34 ausiliari. Oppure 44.000 visite specialistiche”. In base a queste cifre, “possiamo affermare – conclude l’assessore – che la spending review, in questa Regione, è cominciata ben prima che fosse varato l’omonimo provvedimento del governo Monti. In un sistema pubblico realmente funzionante dev’esserci un approccio costante alla corretta gestione dei servizi, e non un taglio, episodico ed emergenziale, che elimina ciò che serve e ciò che è superfluo in nome dell’equilibrio di bilancio, a prescindere da quello che per noi è l’obiettivo primario: assicurare, sempre e ovunque, efficacia e sicurezza ai pazienti”.

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