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Interruzioni volontarie di gravidanza. Disponibili i dati per l'anno 2011

Data di pubblicazione: 20/06/2013 13:56

A Bologna il fenomeno abortivo diminuisce tra le donne italiane ma aumenta tra quelle straniere

Ultimo aggiornamento : 21/01/2014

Sono state 947 le interruzioni volontarie di gravidanza (I.V.G.) effettuate nel 2011 da donne di età compresa tra 15 e 49 anni residenti a Bologna, di cui 435 da parte di italiane (45,9%) e 512 da donne nate all’estero (54,1%). Complessivamente sono stati solo 31 gli interventi abortivi eseguiti oltre il 90° giorno, ovvero per motivi terapeutici.

Significativa è la maggiore incidenza che il fenomeno abortivo ha tra le donne di cittadinanza straniera. A fronte di un tasso di abortività complessivo (numero di I.V.G. di donne residenti su 1.000 donne residenti, nella classe di età 15-49) dell’11,3 per mille, le donne nate all’estero fanno registrare un valore, 28,3 per mille, che è oltre quattro volte superiore a quello delle cittadine italiane, pari al 6,6 per mille (nel 2007 era l'8,2 per mille). Su scala nazionale il tasso di abortività complessivo nel 2010 si è attestato intorno all’8 per mille circa.

Inoltre, negli ultimi anni, alla diminuzione  degli interventi abortivi volontari delle cittadine italiane, ha fatto riscontro un progressivo incremento delle I.V.G. effettuate dalle donne provenienti da altri paesi. Sono in particolare le donne nigeriane con l’88,5 per mille, le peruviane con il 52,5 per mille e le cinesi con il 40,5 per mille, le nazionalità che fanno registrare i valori più elevati di abortività.

“Il Distretto di Committenza e Garanzia di Bologna ha iniziato con questo studio un’attività di verifica e monitoraggio delle disuguaglianze nell’accesso e nelle condizioni di salute dei cittadini bolognesi – afferma il Direttore, Gabriele Cavazza - l’obiettivo è quello di capire i possibili interventi in grado di diminuire le disuguaglianze e quindi garantire una maggiore equità nel diritto alla salute, così come previsto dalla nostra Costituzione. Nel caso delle I.V.G., verificata l’esistenza di una così forte differenza nell’accesso alla maternità libera e consapevole tra le donne italiane e quelle straniere, è stato costituito un gruppo  distrettuale con il mandato di studiare una strategia che possa sviluppare attività di prevenzione e supporto alla popolazione interessata. Lo studio  - conclude Cavazza - è stato presentato ai Comitati Consultivi Misti e verrà presto illustrato al Comitato di Distretto”.

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