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Strutture Residenziali per Anziani. I risultati delle azioni di miglioramento delle attività di "audit"

Data di pubblicazione: 23/04/2013 00:00

I progetti, sviluppati nel 2012 sui temi della demenza e della nutrizione, proseguiranno anche nel 2013

Ultimo aggiornamento : 22/01/2014

Un minore utilizzo di psicofarmaci e un forte incremento delle terapie non farmacologiche per gli ospiti affetti da demenza e disturbi comportamentali, una maggiore attenzione alla dieta, alla varietà e alla consistenza dei pasti, alla nutrizione degli ospiti affetti da patologie a rischio. Questi, in sintesi, alcuni de principali risultati derivanti dall’attività di “Audit sulle azioni di miglioramento relative alla gestione di anziani affetti da demenza e alla applicazione delle linee guida sulla nutrizione servizi residenziali per anziani”, sviluppate tra il 2011 e il 2012  in tutte le 50 Strutture Residenziali per Anziani accreditare a livello aziendale, tra cui le 16 presenti nel Distretto Città di Bologna.

Le aree di intervento - demenza e nutrizione - rappresentano un terreno già ampiamente battuto, grazie a un percorso di miglioramento della qualità dei servizi attivo da diversi anni. Ciò ha consentito di affrontare gli argomenti nel dettaglio e porsi obiettivi condivisi e soprattutto misurabili in termini di risultati conseguiti.

 Per quello che riguarda gli ospiti delle strutture affetti da demenza e da disturbi comportamentali, è diminuito del 4% circa l'uso di psicofarmaci e di più del 12% quello di sedativi e ansiolitici. Parallelamente, sono aumentati di quasi il 20% il ricorso a terapie non farmacologiche e del 14% l'inserimento in attività terapeutiche non farmacologiche, ed è diminuito del 4% circa l'utilizzo di spondine nei letti degli ospiti cui era stata prescritta la contenzione fisica. Ha avuto un impulso molto significativo, di oltre il 25%, l'utilizzo del Neuropsychiatric Inventory (N.P.I.), strumento di valutazione dell’area neuropsichica.

 Per quanto riguarda l'alimentazione, il monitoraggio dei consumi alimentari è attivo a pieno regime in tutte le strutture. Si segnala un ampliamento delle scelte nei menù (il 10% in più dei menù hanno almeno tre scelte), in particolare per le persone affette da patologie che necessitano di diete personalizzate (il 6% in più ha almeno due scelte). E' dimezzato il numero degli ospiti privi di una bottiglia d'acqua personalizzata. E' aumentata del 26% l'attività di valutazione fisiatrica e logopedica e del 20% quella di controllo del peso degli ospiti all'entrata in struttura. Nel 37% dei casi è inoltre variato l'orario di somministrazione dei pasti. Si tratta di una modifica significativa in termini organizzativi, che ha però consentito di ridurre i casi di inappetenza (ampliando i tempi tra un pasto e l'altro) e che, spostando in avanti l'ora della cena, agevola i familiari - impegnati nel corso della giornata in attività lavorative - che si fanno carico di aiutare l'ospite nella nutrizione.

 "L'obiettivo è migliorare la qualità dell'assistenza e gli esiti di salute degli ospiti - afferma Maria Cristina Cocchi, Direttore dell'Area Socio-Sanitaria del Distretto di Bologna -  soprattutto intervenendo sull'ambiente relazionale nelle strutture, facendo un uso ancora più appropriato delle terapie farmacologiche, e ponendo particolare attenzione all'alimentazione, un elemento determinante della salute degli anziani. I risultati dell'audit sono molto positivi e le azioni di miglioramento proseguiranno anche nel 2013".

L’attività di “audit” rappresenta uno strumento di valutazione e miglioramento della qualità e dell’efficacia dei servizi oggi molto utilizzato. Si compone di una fase di confronto dei risultati della propria attività con indicatori standard attendibili e accreditati a livello internazionale, una fase di individuazione delle criticità che possono ostacolare il raggiungimento di questi standard, una fase di implementazione di interventi volti a contrastare queste criticità e una fase finale di valutazione e di confronto tra i risultati ottenuti - dopo l’attuazione degli interventi - e gli standard presi come riferimento.

L'audit, a livello aziendale, è sviluppato da un gruppo di lavoro multidisciplinare coordinato da Clelia D’Anastasio; Responsabile della U.O.S.D. Geriatria Territoriale e Progetto Aziendale Demenze del  Dipartimento di Cure Primarie, Carlo Descovich; Direttore della U.O.C. Governo Clinico, e Luisa Zoni, medico della U.O.C. Dietologia e Nutrizione Clinica, con il supporto di Rosa Angela Ciarrocchi, sociologa del Dipartimento delle attività Socio-Sanitarie, in stretta collaborazione con gli operatori delle strutture coinvolte.

 Ulteriori risultati del progetto saranno disponibili nella prima parte del 2014.

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