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Persone senza fissa dimora. Avviato un servizio sperimentale di dimissione protetta

Data di pubblicazione: 17/10/2013 14:05

Garantirà assistenza sociale e sanitaria presso due Centri di accoglienza, Beltrame e Rostom

Ultimo aggiornamento : 27/11/2013

Un servizio di dimissione protetta, che garantisce la presa in carico socio-sanitaria e un posto letto all'interno di un centro di accoglienza, dedicato ai cittadini - non residenti o senza fissa dimora - che, dimessi dagli ospedali, presentano condizioni temporanee di non autosufficienza e necessitano di un periodo di convalescenza. Queste, in sintesi, le caratteristiche di un progetto sperimentale avviato in collaborazione tra l'Azienda USL - Distretto e Dipartimento delle Cure Primarie - e il Comune di Bologna, Settore Servizi Sociali.

Il progetto, sperimentale, si rivolge a due tipologie di persone. Da un lato le persone residenti ma prive di abitazione, con scarsa autonomia e prive di reti di sostegno familiari o amicali. Dall'altro quelle non residenti ma temporaneamente presenti sul territorio cittadino, molte deile quali senza fissa dimora, una popolazione che a Bologna aumenta con l'avvicinarsi delle stagioni fredde, attirata dalla presenza di dormitori e servizi di accoglienza loro dedicati.

Sono disponibili complessivamente undici posti letto - cinque presso il Centro di accoglienza Beltrame e sei presso il Centro di accoglienza  Rostom - dedicati alle dimissioni ospedaliere protette. In queste sedi sarà possibile attivare modalità di assistenza di carattere sociale, sanitario o integrato, a seconda delle condizioni della persona, con l'elaborazione di un PAI (Piano di Assistenza Individuale) da parte degli Assistenti Sociali del Servizio Sociale a Bassa Soglia del Comune e degli infermieri del Centro C.A.S.A. (Centro Attività Servizi AIDS) . Le prestazioni assistenziali sono garantite inoltre da Operatori Socio-Sanitari e dai medici dell'associazione Sokos.

"Il servizio, attivato proprio con l'avvicinarsi dell'inverno e delle ondate di gelo,  è dedicato a persone multiproblematiche, quindi con un elevato rischio di essere ricoverate in ospedale   - afferma Maria Cristina Cocchi, Direttore dell’Area Socio-sanitaria del Distretto di Bologna - quando ciò si verifica la loro condizione di senza fissa dimora fa sì che i tempi di ricovero in ospedale possano essere molto lunghi. Il progetto - conclude - si propone quindi di evitare  prolungamenti impropri di ricoveri nelle strutture sanitarie, prevenire ulteriori ricoveri ospedalieri ma soprattutto di realizzare  interventi di carattere socio sanitario adeguati e mirati a favore delle persone più svantaggiate".

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