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Archivio 2013

Novità nell'offerta dei servizi di Assistenza Domiciliare

Data di pubblicazione: 18/09/2013 17:47

Attive le Unità di Valutazione Multidimensionale semplificate e la nuova modalità di presa in carico per le dimissioni dagli ospedali

Ultimo aggiornamento : 16/10/2013

Qualità e appropriatezza nella risposta ai bisogni, accesso più semplice ai servizi, continuità nella presa in carico delle persone.  Questo sono le parole d'ordine alla base del rinnovamento,  avviato partire dal mese di settembre 2013, nell'offerta dei servizi di Assistenza Domiciliare per i cittadini di Bologna. E' stata infatti attivata l'Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) semplificata, allo scopo di rendere più rapido l'accesso ai servizi di supporto al domicilio. Contemporaneamente, i Servizi Sociali Ospedalieri (SSO) svolgeranno un ruolo di facilitazione per i cittadini dimessi dalle strutture ospedaliere che necessitano di assistenza a domicilio, in collegamento con i Servizi territorali.

L'UVM semplificata
E' composta da un Assistente Sociale del Quartiere e da un Infermiere del servizio territoriale dell'AUSL, e sarà chiamata ad effettuare una valutazione preliminare dei casi di richiesta di assistenza giunti agli Sportelli Sociali o ai servizi sanitari territoriali (PCAP, Punti di Coordinamento dell'Assistenza Primaria).  Si propone di essere uno strumento snello, un filtro in grado di attivare i servizi più appropriati e rispondenti ai bisogni della persona. L'UVM semplificata può infatti attingere in un ampio pacchetto di servizi - sociali, sanitari, integrati - a seconda della tipologia del caso specifico, definendo per ciascuno un Piano di Assistenza Individuale (PAI). Laddove necessario, nei casi di maggiore complessità, può invece appoggiarsi all'UVM completa, di cui fa parte anche lo specialista medico (geriatra, neurologo), che può effettuare una valtazione più approfondita e, in caso di impossibilità di mantenimento del paziente a domicilio, predisporre l'inserimento in Centri Residenza per Anziani - definitivo o temporaneo - o presso altre strutture o servizi dedicati.

La nuova modalità di accesso ai servizi domiciliari è stata attivata in prima battuta nei Quartieri Borgo Panigale e Reno, e si prevede di estenderla progressivamente al resto della città entro la fine dell'autunno.


Il nuovo Servizio Sociale Ospedaliero
Analogamente è stata attivata una UVM semplificata a livello ospedaliero, composta dall'Assistente Sociale del SSO e dall'infermiere ospedaliero. Questa UVM può attivare direttamente,  per i pazienti in fase di dimissione che necessitano di assistenza a domicilio, gli opportuni servizi sulla base di un PAI redatto prima della dimissione. I servizi domiciliari si attivano fino a un massimo di due mesi, dopodichè, nel caso la persona necessiti di ulteriore assistenza a casa, viene presa in carico dai Servizi Territoriali.

Il nuovo modello di dimissione è oggi attivo negli opedali Bellaria e Maggiore, e si prevede di attivarlo, entro la fine del 2013, alle restanti strutture ospedaliere della città: S. Orsola Malpighi, Istituti Ortopedici Rizzoli, strutture ospedaliere accreditate.


Cosa cambia per il cittadino
"L'UVM semplificata si propone di garantire tempistiche più celeri per l'accesso all'assistenza domiciliare"- precisa Maria Cristina Cocchi, Direttore dell'Area Socio-Sanitaria del Distretto di Bologna - e più appropriatezza. La novità è rappresentata dalla definizione dei Profili Assistenziali, categorie specifiche che descrivono la tipologia di bisogno (sociale, sanitaria o socio-sanitaria) e l'intensità dell'intervento. Al cittadino preso in carico dai servizi viene attribuito un Profilo Assistenziale per il quale sono previsti un insieme di interventi adeguati e rispondenti ai bisogni, e il suo PAI è costruito con la partecipazione dei familiari. La nuova modalità di dimissione ospedaliera - prosegue Cocchi - si propone di garantire maggiore continuità assistenziale. Da oggi, quando un paziente viene dimesso e necessita di assistenza a casa, non saranno i familiari a doversi recare ai servizi territoriali per ottenerla, ma sarà il SSO a fornirgliela, come una sorta di Sportello Sociale attivo dentro l'ospedale - conclude - attivando gli interventi più adeguati sulla base del Profilo Assistenziale, e monitorando il caso fino a massimo due mesi dalla dimissione. passandolo poi, se necessario, ai servizi del territorio".

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