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Archivio 2013

Un “solido” seminario sulla fragilità

Data di pubblicazione: 29/05/2013 17:48

Disponibili gli interventi dell’iniziativa “Il sostegno alla fragilità e la prevenzione della non autosufficienza” che si è svolta l’8 maggio 2013 a Bologna

Ultimo aggiornamento : 03/06/2013

È stato presentato, in un partecipato seminario che si è tenuto l’8 maggio scorso, lo stato di avanzamento del progetto ”Sostegno alla fragilità e prevenzione della non autosufficienza”. L’iniziativa, rivolta a operatori sanitari e sociali ed esponenti dell’associazionismo e del volontariato, aveva infatti l’obiettivo di fare il punto sugli sviluppi del progetto e sulla sua effettiva applicabilità.

“I risultati sono davvero incoraggianti – afferma il Direttore del Distretto Città di Bologna Gabriele Cavazza – grazie alla costruzione di una banca dati di tutte le persone fragili della città, a ciascuna delle quali è attribuito un indice di fragilità, e contemporaneamente di un portale, mediante il quale diffondere e promuovere tutte le risorse – suddivise per quartiere - che la comunità mette a disposizione per supportare la popolazione anziana”. Entro la fine dell’anno infatti questi due strumenti saranno disponibili per gli operatori dei servizi sociali e sanitari , compresi i medici di famiglia, che potranno avere informazioni sul livello di fragilità dei propri assistiti e sulle istituzioni o associazioni attive nel territorio. “Si tratta quindi di un progetto che può consentire di rovesciare il «paradigma dell’attesa»  che caratterizza il modo di operare dei nostri servizi – sottolinea Cavazza - in favore di un’attività proattiva che anticipa il bisogno e sviluppa la prevenzione della non autosufficienza”.

“A validare il modello predittivo alla base della banca dati – prosegue Cavazza - contribuiranno anche le interviste «tra pari» realizzate da un gruppo di volontari (sono più di 200 gli anziani già intervistati) e le valutazioni che i medici di famiglia effettueranno nei confronti di alcuni loro assistiti. Intanto proseguono le attività già programmate per la tutela delle fasce di popolazione più fragile come quelle volte a contrastare le ondate di calore (quest’anno gli anziani seguiti dal progetto sono stati individuati con il modello utilizzato per la realizzazione della banca dati) o come quelle al progetto E-care che offre un contributo alle iniziative di socializzazione innovative progettate dalle associazioni di volontariato”.

“In definitiva – conclude Cavazza – possiamo affermare che più che un progetto è partito un processo di cambiamento, che può essere decisivo nel trasformare il nostro sistema di welfare rendendolo più adeguato ai bisogni e sostenibile dal punto di vista economico”.

In allegato le diapositive degli interventi del seminario.


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