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Archivio 2012

“La sfida vera è vincere il proprio autostigma”

Data di pubblicazione: 25/05/2012 14:25

Buon compleanno Psicoradio!

Ultimo aggiornamento : 30/06/2012

“Il pregiudizio dice che se qualcuno ha un disturbo mentale non ha più capacità di produrre cose interessanti. Puoi portare dati, evidenze, ma non lo combatterai dicendo il contrario: puoi farlo con un prodotto realizzato dai diretti interessati, che stupisca chi ascolta e dimostri l’opposto”. Così Cristina Lasagni ricorda l’idea con la quale il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus, nel 2006, progettano e realizzano Psicoradio, una radio per l’inclusione, l’empowerment e l’integrazione delle persone affette da problemi di salute mentale.

La “radio della mente”, diretta proprio da Cristina Lasagni, nasce, cresce, accumula riconoscimenti e primavere. Fino al 2012, sesto anno di vita di Psicoradio, programma radiofonico e laboratorio unico nel suo genere, in cui sono proprio le persone con disturbi psichiatrici a realizzare, dirigere, scrivere tutto quello che va in onda, grazie a un percorso di formazione tenuto da professionisti del mondo della comunicazione affiancati da personale del mondo sanitario.

Primi passi, prime soddisfazioni
“La prima casa di Psicoradio è stata una biblioteca di via Abba, con un’unica grande stanza per la regia, i redattori e tutte le attrezzature, quando si registrava dovevamo stare tutti zitti. C’era un’atmosfera assembleare e sperimentale, dovevamo trovare il tono giusto con cui parlare agli ascoltatori. Siamo partiti da puntate di 10 minuti, poi riadattate a 5 per la trasmissione nazionale sulle 20 radio di Popolare network”, continua Lasagni. “Quando abbiamo cominciato a progettare Psicoradio volevamo creare qualcosa che scardinasse gli stereotipi più radicati sui disturbi psichici, anzitutto quelli legati ai comportamenti violenti. Attraverso le radio che ci avrebbero trasmesso, volevamo superare il confine degli addetti ai lavori, sorprendere il nostro pubblico per gli argomenti trattati, arrivare a quella che la televisione chiama la gente.”

Una missione ambiziosa, allergica ad ogni idea di ghetto o di nicchia. Da subito i territori della psiche non sono stati scelti come argomento esclusivo, ma punto di partenza e prospettiva attraverso cui guardare il mondo. Con più di 500 messe in onda, 220 trasmissioni nazionali, circa 20 per altre testate e 20 dirette, Psicoradio ha affrontato centinaia di argomenti legati alla cultura, l’attualità e l’affettività. Una scelta valsa nel 2009 il “Premio Città di Sasso Marconi”, ottenuto, tra gli altri, da Caterpillar e Fahrenheit.

Vite di redazione
Nella riunione di redazione si fa il punto su quello che tra poco si andrà a registrare.
In alcune stanze dell’ex Roncati si parla fitto, una quindicina di persone confronta le proprie idee seguendo la scaletta scritta alla lavagna. Rama si siede alla regia, regola i volumi prima della registrazione. L’intervista di oggi è ad Angelo Fioritti, direttore del dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL di Bologna. Si parla di trattamenti sanitari necessari protratti, ipotesi interna a un disegno di modifica alla Basaglia, che sposta concettualmente la sostanza della legge stessa.

“Credo nella radio, mi ha aiutato molto” dice Marco, con la parlata strutturata e il modo schietto di chi nella vita, prima e durante la malattia, ha molto parlato. “Questo progetto è fatto sulle persone, sulla loro evoluzione culturale. Intendo noi, come redattori e tecnici, che siamo lavoratori e cittadini seguiti dai servizi di salute mentale. E intendo anche il pubblico, che può ascoltare un punto di vista interno”. Massimo ricorda le difficoltà dei primi mesi di Psicoradio: “Abbiamo iniziato in 16 e il giorno dopo ci siamo presentati in 4. Per diversi mesi siamo stati in pochi, 3 o 4 e non di più. Col tempo, altri si sono aggiunti”.
Marco e Massimo si sono conosciuti qui 6 anni fa, nel tempo entrambi si sono occupati di redazione, montaggio e regia. Per Marco, “…quando esci dalla fase calda ti senti zero, nullo. La radio ti restituisce le tue competenze e te ne da di nuove. La sfida vera è vincere il proprio autostigma”. Massimo considera la redazione come un luogo in cui persone ai margini hanno modo di radunarsi, lottando contro lo stigma. È un gruppo di colleghi e amici, di cui ha imparato a fidarsi.

La sfida della qualità
Molte voci, molti registri, e molti ripetitori. Dal primo anno di attività prosegue il rapporto con Radio Popolare network. Ogni estate, come per ogni programma radiofonico del mondo, la voce si spegne e il respiro rimane un po’ sospeso, sperando che il palinsesto autunnale continui a calcolarti. Poi la conferma, e la consapevolezza che mantenere uno standard qualitativo alto, sotto ogni aspetto della produzione, è una sfida. Oggi Psicoradio produce puntate da mezzora ogni settimana, con un piccolo speciale legato a un evento di promozione della salute mentale e della sua cultura.
“Sono continuamente sorpresa dalle sensibilità che scopro lavorando in redazione, è raro incontrare una così profonda capacità di guardarsi dentro” continua Lasagni, che ricorda la piccola squadra di collaboratrici e collaboratori che si sono appassionati al progetto. “Vengono tutti dal mondo della comunicazione a parte un’educatrice. Sono persone generose, non avare del proprio tempo, e gli sono molto grata”. Il vanto e la particolarità di Psicoradio è di essere anzitutto un progetto di comunicazione, fatto da persone con disagio psichico affiancate da professionisti del giornalismo e della radio, integrato a un programma di servizio per la salute mentale.
Eleonora Benecchi è tutor dall’inizio del progetto, supervisiona e assiste il lavoro. “La direzione è sempre professionalizzare le persone, e dare la priorità all’approfondimento. A volte le discussioni di redazione diventano infinite, anche su una singola scelta di montaggio. Ma dopo ore passate a discutere di argomenti anche molto pesanti, il senso di aver fatto qualcosa di sensato rimane”.


Sei candeline da spegnere, ed è il momento di parlare di piani per il futuro. “Per due volte alla settimana c’è un programma che cerca di fare cultura della salute mentale e questa è una necessità, non un lusso", riprende Lasagni. "Sui media generalisti, difficilmente si parla degli uditori di voci o di schizofrenia in maniera non stereotipata: in questo senso facciamo anche informazione, e vogliamo rafforzare questa nostra vocazione attraverso il nostro sito internet e i social network.”
Buoni primi sei, Psicoradio.

Matteo Turricchia


Psicoradio è su Popolare Network ogni giovedì alle 14.30, e su Città del Capo Radio Metropolitana ogni domenica alle 13.15

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