Future Labs. Il futuro del welfare nel Distretto di Casalecchio di Reno
Concluso il percorso di progettazione partecipata “Come costruiamo insieme il futuro del welfare nel Distretto di Casalecchio di Reno”
Ri-progettare spazi di solidarietà comunitaria, garantire maggior sostegno alla famiglia nel suo ruolo di cura, grande attenzione all’occupazione giovanile. Sono le tre linee strategiche per declinare il nuovo welfare del distretto di Casalecchio di Reno uscite dai lavori dei Future Labs conclusi lo scorso 2 maggio.
“In un concetto allargato di comunità che accoglie”, ha spiegato Francesca Isola, Direttore del Distretto di Casalecchio dell’Azienda USL di Bologna, che ha coordinato i lavori di uno dei laboratori del futuro, “l’impegno del Distretto dell’Azienda è quello di favorire l’integrazione sociosanitaria per dare risposte complessive alla città e ai cittadini, sia da un punto di vista sanitario che assistenziale, promuovendo l’azione sinergica tra servizi diversi”.
I Future Labs sono stati un percorso di progettazione partecipata che ha coinvolto 185 persone tra amministratori e tecnici dell’Azienda USL di Bologna, dell’Azienda sociale consortile Insieme, dell’Agenzia sanitaria e sociale regionale e dei Comuni del Distretto di Casalecchio di Reno, al fianco di sindacati, cooperative, associazioni, scuole e membri dei tavoli tematici, coordinati dall’Ufficio di Piano di Casalecchio di Reno.
Nei laboratori, durati un anno, i partecipanti hanno sviluppato idee e proposte partendo dalle loro competenze, con un approccio che coniugasse visionarietà e realtà vissuta sul territorio.
Tre i temi dei laboratori, La prevenzione per la riduzione del danno, Una comunità che accoglie, Fasce deboli e integrazione lavorativa in un contesto di crisi. Da ognuno di questi temi sono nati percorsi di progettazione specifici riconducibili a tre filoni principali.
Ri-progettare spazi di solidarietà comunitaria
Favorire le relazioni attraverso il co-housing
sociale, i condomini solidali e la presenza di facilitatori e assistenti
familiari di condominio;
sostenere le famiglie adottive, affidatarie e disposte ad accogliere in famiglia minori in difficoltà, e creare sul territorio una rete di famiglie accoglienti;
realizzare botteghe solidali permanenti per l’inclusione, la trasmissione dei saperi tra generazioni e contro la dispersione scolastica;
incentivare lo sviluppo di aziende solidali.
Sostegno alla famiglia nel suo ruolo di
cura
Potenziare l’assistenza domiciliare per le dimissioni
protette, integrando l’intervento assistenziale
anche con il personale infermieristico, a seconda del bisogno della
persona;
promuovere forme di volontariato
prevedere l’intervento di assistenti famigliari con garanzia di formazione nella rete dei servizi socio-assistenziali, con un ruolo attivo dell’ente pubblico.
Occupazionale giovanile
Prestare particolare attenzione ai percorsi
scuola-lavoro per la riscoperta di mestieri e alla promozione delle attività
artigianali;
assicurare sostegno all’imprenditoria giovanile.
I lavori sono stati consegnati al Presidente del Comitato di Distretto, il Sindaco Simone Gamberini, segnando, contestualmente alla chiusura del percorso, l’apertura di una nuova fase, quella di individuazione di microprogettazioni concrete da realizzare, per sperimentare le idee progettuali emerse, sulla base dei percorsi già esistenti.
Sul nostro territorio alcuni progetti che vanno in questa direzione sono già in corso e saranno ampliati, grazie all’integrazione sul Distretto tra servizi comunali e Azienda USL di Bologna:
- Badando, per dare una risposta flessibile alla necessità di assistenza delle famiglie, prevede l’intervento di assistenti famigliari qualificate e regolarizzate, incoraggiando l’emersione dal lavoro in nero;
- un progetto di potenziamento dell’assistenza al domicilio durante i percorsi di dimissione protetta a seguito di ricovero ospedaliero e nei casi di interventi intermedi in attesa di un eventuale inserimento in struttura protetta;
- AAA Adozione Affido Accoglienza, un progetto per mettere in rete le famiglie adottive, affidatarie o che si candidano ad accogliere un minore in difficoltà, per offrire loro orientamento, sostegno nella responsabilità genitoriale e nella crescita dei bambini, evitando loro probabili inserimenti in struttura.


































