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Due nuovi Irccs a Bologna e a Reggio Emilia: un risultato importante per il Servizio sanitario regionale e per il “sistema regione”

Entro il 2011 anche l'Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola sarà parte della rete Irccs regionale.

30/06/2012

"Il sistema sanitario regionale compie un salto di qualità di grande rilevanza e di forte impulso alla ricerca. Ma non solo. Siamo riusciti a dimostrare qualcosa di fondamentale che nel Paese non è così chiara: il sistema della ricerca in sanità ha anche uno straordinario valore economico, dimostra come la sanità possa essere un motore della crescita."

“Sono convinto - ha proseguito Errani - che uno dei fattori su cui puntare sia lavorare sulle scienze della vita, che sarà uno dei settori strategici nei prossimi anni. E’ difficile far passare questo concetto, ma è la sostanza: per uscire dalla crisi bisogna saper cambiare con delle politiche industriali che purtroppo oggi questo Paese non ha”.

"Con il riconoscimento dei due nuovi Irccs si rafforza molto la struttura, si accresce il valore il valore della ricerca quale elemento distintivo del Servizio sanitario, ma anche quale presupposto e guida di un'idea di sviluppo che vede nelle politiche per la salute un elemento fondamentale".

Così il presidente della Regione Vasco Errani e l'assessore alle politiche per la salute Carlo Lusenti hanno presentato ai giornalisti il riconoscimento in Istituti di cura a carattere scientifico (Irccs) dell'istituto per le scienze neurologiche dell'Azienda Usl di Bologna e dell'Istituto in oncologia per le tecnologie avanzate e modelli assistenziali dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia.

Il risultato, è stato detto, di grande rilevanza "per un Servizio sanitario regionale universalistico di eccellenza" deriva dalla riconosciuta qualità assistenziale e di ricerca presente in queste due realtà, ma anche da un disegno pervicacemente perseguito dal Servizio sanitario regionale che ha assunto l’investimento in ricerca come elemento essenziale del proprio sviluppo.

Per altro, è proprio l’aver investito in ricerca che ha determinato il contesto di cui gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico hanno bisogno per poter svolgere efficacemente la missione loro assegnata dalla normativa nazionale e regionale: la qualità della ricerca che si riesce a produrre, infatti, non è più legata soltanto alla capacità del singolo ricercatore; questa rimane elemento essenziale ma tuttavia non sufficiente: occorre sostenere e valorizzare la ricerca sia attraverso politiche che sappiano reperire e rendere disponibili le risorse economiche necessarie, sia attraverso la costruzione di relazioni tra ricercatori e professionisti impegnati nelle attività di diagnosi e cura.

Il riconoscimento in Irccs delle due realtà di Bologna e Reggio Emilia è dunque un indicatore della qualità e della solidità raggiunta dal sistema sanitario regionale nel suo complesso, sul piano della qualità assistenziale (senza la quale non vi può essere buona ricerca), sul piano della consapevolezza culturale della importanza di investire sul futuro dei servizi sanitari e sul piano della capacità di utilizzare le risorse economiche a questo scopo. In questo modo, il Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna non è soltanto testimone dell’evoluzione della medicina moderna ma concorre con le proprie competenze e le proprie capacità a determinare attivamente questa evoluzione operando affinchè essa sia sempre al servizio dei bisogni assistenziali dei cittadini.

Con questi due nuovi Irccs, l’Emilia-Romagna può contare su una rete di Irccs - alla quale si aggiungerà anche l’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola per il quale l’iter di formale acquisizione dello status di Irccs sarà completato entro il 2011 - e non solo di un unico, se pur prestigiosissimo, Irccs monospecialistico (il Rizzoli di Bologna).

L'impegno della Regione nel sostenere lo sviluppo della rete degli Irccs si traduce anche in uno specifico investimento, pari a 15 milioni di euro nel triennio 2009-2011, destinato in particolare al sostegno delle infrastrutture tecnico-scientifiche necessarie alla realizzazione delle attività di ricerca. "Va ricordato che le fonti di finanziamento di questi istituti – ha precisato Lusenti nel corso dell'incontro con i giornalisti – sono molteplici: esiste un fondo nazionale ripartito tra linee di ricerca che vengono presentate; gli Irccs, inoltre, possono concorrere ai bandi di ricerca europei ”.

Il potenziamento delle capacità di realizzare significative iniziative di ricerca, l’estensione della rete dei propri centri di eccellenza permette al “sistema regione” ricadute positive più generali, come è stato ricordato sia dal presidente Errani che dall'assessore Lusenti, concorrendo attivamente allo sviluppo economico e rendendo il contesto regionale attraente per investimenti da parte dell’industria del settore biomedicale e farmaceutico.

La ricerca biomedica, infatti, è un settore di punta in quella che oggi viene definita l’economia della conoscenza, un contesto in cui lo sviluppo di nuove tecnologie passa attraverso una ricerca applicata che mette in connessione i laboratori dei centri di ricerca con le capacità presenti nel mondo della imprenditoria del settore biomedicale, settore quest’ultimo che vanta significative presenze nel contesto regionale, ad esempio, il distretto di Mirandola, che occupa circa duemila addetti, specializzato nella produzione di componenti monouso, apparecchiature per la emodialisi, prodotti per la cardiochirurgia, la trasfusione e l’anestesia.

All'incontro con i giornalisti hanno partecipato anche il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia Ivan Trenti, il direttore generale dell'Azienda Usl di Bologna Francesco Ripa di Meana, il prorettore dell'Università di Bologna Gianluca Fiorentini. "L'Irccs Istituto delle neuroscienze - ha detto Ripa di Meana - opererà in stretto collegamento con il territorio e questo ne fa un Irccs unico in Italia. Sarà ospitato in gran parte in un edificio dell'Ospedale Bellaria appositamente predisposto". "E' il risultato di un lungo percorso e di fruttuosi rapporti tra Azienda Usl di Bologna, Servizio sanitario regionale e Università", ha aggiunto il prorettore Fiorentini. "Ci permetterà di gestire rapporti maggiormente istituzionalizzati e dunque più forti", ha aggiunto. "Abbiamo già creato l'infrastruttura - ha detto Ivan Trenti - e siamo impegnati a sviluppare la ricerca in oncologia su tre linee: tecnologie avanzate, modelli assistenziali e paziente oncologico complesso. Il nostro Irccs potrà avere una sede dedicata: abbiamo già un progetto finanziato e prevediamo di concludere i lavori entro il 2013".

Anche i due nuovi Irccs saranno coinvolti nel finanziamento annuale della rete nazionale a cui concorrono tutti gli Irccs presenti nel Paese.

 

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