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La conoscenza e l’utilizzo dei servizi sanitari on line sul territorio dell’Azienda USL di Bologna

Data di pubblicazione: 16/08/2019 09:44

I risultati dell’indagine svolta per una tesi di laurea magistrale in Accounting and Management in Healthcare, Economia e Politica Economica, Università di Bologna

Ultimo aggiornamento : 20/09/2019

di Federica La Fico Guzzo

Praticamente tutti hanno un accesso a Internet ed uno smartphone, che rappresenta il principale strumento di accesso al web. Quasi tutti (83%), inoltre, utilizzano Internet per cercare informazioni sanitarie o informazioni sul proprio stato di salute.

Lo dicono i risultati di una indagine sull’uso di internet e dei social in sanità a Bologna, svolta da Federica La Fico Guzzo nell’ambito della sua tesi di laurea magistrale in Economia e Politica Economica, all’Università di Bologna.

Secondo questa indagine, per quanto riguarda i diversi servizi di prenotazione offerti dal CUP emerge che solo il 5% utilizza Internet come canale unico di prenotazione. Nonostante i molti vantaggi riconosciuti dagli utenti all’utilizzo di Internet, infatti, sembra non esserci ancora una sufficiente conoscenza e familiarità nell’utilizzo di tale strumento che si configura come complementare agli altri servizi.

Altra particolarità riguarda il Fascicolo Sanitario Elettronico: se la sua conoscenza può essere considerata soddisfacente, non si può dire lo stesso per quanto riguarda il suo utilizzo: il numero di utenti che dichiarano di non utilizzarlo supera, infatti, quello di coloro che lo utilizzano.

Nonostante una percezione positiva dei benefici derivanti dall’adozione del FSE, esiste ancora una consistente parte della popolazione che ha una visione solo parziale delle sue funzionalità.  La principale motivazione per il suo scarso utilizzo sembra essere la mancanza di tempo da dedicare alla sua attivazione e approfondimento. Nel corso delle interviste, alcuni cittadini hanno evidenziato la necessità di una riduzione dei passaggi necessari per la sua attivazione e una maggiore spiegazione delle sue potenzialità.

Soddisfacente appare la conoscenza e l’utilizzo degli altri due servizi di eHealth ovvero eCertificates ed ePresciprion, mentre colpisce lo scarso coinvolgimento dei cittadini nel processo di dematerializzazione: solo il 23% del campione preferisce ricevere e conservare documenti (referti, esami, ecc) in formato digitale.

Parte dell’indagine era dedicata alla conoscenza e all’utilizzo del sito web dell’Ausl di Bologna, in particolare per quanto riguarda la ricerca di informazioni su esami, visite e luoghi dove ricevere il trattamento desiderato. In questo senso,  www.ausl.bologna.it  è oggi il primo canale di ricerca delle informazioni e i cittadini si dichiarano nella maggior parte dei casi soddisfatti del servizio offerto.

Questo lavoro è nato dall’idea di indagare, attraverso la creazione di un questionario, quale sia il reale livello di conoscenza e di utilizzo dei servizi di eHealth, ovvero l’insieme dei servizi sanitari che permettono un’interazione a distanza con il paziente. Il termine eHealth entra nello scenario della sanità Italiana nel 2011 con la pubblicazione del rapporto “The National eHealth Information Strategy: guidelines by the Italian Ministry of Health”. Gli strumenti di sanità digitale identificati come aree di priorità sono: servizi di prenotazione, Fascicolo Sanitario Elettronico, ePrescription, eCertificates e Telemedicina, supportati da due denominatori comuni: l’armonizzazione delle soluzioni di eHealth e il completamento del processo di dematerializzazione in un’ottica “paperless” e “filmless”.


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Il report   78.8 kB 
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