Strumenti personali
Tu sei qui: Portale Home Page ISNB Primo Piano Ridere senza cadere. Potrebbe essere possibile per i bambini con cataplessia.
Azioni sul documento
Primo Piano

Ridere senza cadere. Potrebbe essere possibile per i bambini con cataplessia.

Data di pubblicazione: 07/02/2019 09:55

Uno studio guidato da Giuseppe Plazzi, responsabile del Centro Narcolessia dell’ISNB, conquista la prima pagina di Neurology

Ultimo aggiornamento : 07/02/2019

Perdere improvvisamente il tono muscolare e cadere, a causa di una bella risata. È ciò che succede alle persone colpite da narcolessia di tipo 1, quella cioè che vede tra le sue manifestazioni più peculiari la cataplessia. Basta un’emozione improvvisa, come la risata appunto, e per cause ancora non note, la persona perde forza muscolare e cade. Un sintomo potenzialmente pericoloso che gli adulti, sia pure con il tempo, riescono parzialmente a prevedere e controllare, ma che per i bambini rimane imprevedibile e quindi non controllabile.

Ora, una nuova scoperta pare indicare una soluzione, individuando un possibile meccanismo neurologico di difesa preventiva dalla cataplessia. Uno studio guidato da Giuseppe Plazzi e Fabio Pizza, del Centro Narcolessia dell’ISNB e dell’Università di Bologna, ha individuato infatti l’area del cervello direttamente coinvolta in questi fenomeni. Lo studio ha evidenziato che nei bambini con narcolessia nei quali, in seguito a una risata, non si innesca un attacco cataplettico, si attiva una struttura del cervello profonda, la cosiddetta “zona incerta”. Ciò non succede, invece, quando si scatena l’attacco cataplettico, e nei bambini non narcolettici. L’attivazione della zona incerta potrebbe, quindi, costituire un meccanismo di difesa innato di prevenzione delle cadute. La nuova frontiera della ricerca riguarda ora le dinamiche di attivazione della zona incerta e la possibilità di indurle farmacologicamente.

Lo studio, condotto su circa 60 bambini, la metà dei quali non affetti da narcolessia, è stato condotto insieme ai professionisti del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze e di Scienze della Vita dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Una collaborazione cui si aggiunge il supporto di AIN, l’Associazione Italiana di Narcolessia, fondamentale nella mediazione con i pazienti.

Lo studio è stato pubblicato sul numero di gennaio di Neurology, organo dell’American Academy of Neurology, conquistandone la prima pagina.

Il Centro Narcolessia e Disturbi del Sonno dell’ISNB, riferimento internazionale per la narcolessia
Il Centro per lo studio sul sonno dell’Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, è stato fondato nel 1969 dal professore Elio Lugaresi, uno dei padri fondatori della Medicina del sonno. Il Centro Narcolessia è riferimento internazionale per la Narcolessia e le ipersonnie del sistema nervoso centrale e dispone della maggior casistica europea sulla narcolessia. Il Centro Narcolessia dell’ISNB, diretto da Giuseppe Plazzi, Presidente della Associazione Italiana di Medicina del Sonno – AIMS, è riconosciuto da enti indipendenti europei (ad esempio Swedish Research Councill) come il più importante nel continente per pubblicazioni, il secondo a livello mondiale dopo Stanford.


Allegati
Azioni sul documento