Il programma delle celebrazioni per la riapertura di Santa Maria della Vita
Tre giorni di celebrazioni
Il programma delle celebrazioni sarà avviato dalla cerimonia inaugurale, venerdì 21 maggio, alle 18,00, alla presenza di Sua Eminenza il Cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna, di Fabio Roversi-Monaco e Francesco Ripa di Meana.
A seguire, alle 19,00, l’inaugurazione della mostra Nicola Bertuzzi e la Via Crucis ritrovata, a cura di Pietro Di Natale, e la riapertura al pubblico del Compianto sul Cristo Morto di Niccolò dell’Arca e del Transito della Vergine di Alfonso Lombardi.
Alle 21,00, infine, l’Accademia degli Astrusi diretta da Federico Ferri eseguirà nel Santuario di Santa Maria della Vita lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi, la sinfonia Al Santo Sepolcro e il salmo Nisi Dominus per le voci di Sara Mingardo, una delle rare contralto contemporanee, e del soprano Silvia Frigato.
Sabato 22 maggio, alle 18,00, sarà celebrata la Santa Messa da Sua Eccellenza Mons. Ernesto Vecchi, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Bologna, Vicario Generale.
Domenica 23 maggio, alle 21,00, presso il Santuario di Santa Maria della Vita, concerto dell’Orchestra del Conservatorio di Ferrara diretta da Giorgio Fabbri, con musiche di Perti, Vivaldi, Cimarosa, Porpora, Torelli. Soprano Erika Fonzar, organista Andrea Macinanti.
Il Compianto sul corpo di Cristo morto di Niccolò dell’Arca
Con la riapertura al pubblico del Complesso Monumentale di S. Maria della Vita si potrà visitare di nuovo il celebre Compianto di Niccolò dell’Arca, uno dei più importanti gruppi scultorei in terracotta del quattrocento.
Concepito come un tableau vivant a grandezza quasi naturale, il Compianto mette in scena attorno al Cristo disteso sul catafalco sei personaggi percorsi da un dolore feroce e disperato: Giuseppe d’Arimatea, la Madonna, San Giovanni Apostolo, Maria Maddalena, Maria di Salomè e Maria di Cleofa.
La datazione dell'opera è controversa, forse le singole statue sono state realizzate in momenti diversi, a partire dal 1463. Risalirebbe al 1464 un documento nel quale si raccomanda ai devoti la manutenzione di un Compianto presente nella Chiesa di Santa Maria della Vita, ed è possibile che a quella data l'opera fosse almeno parzialmente realizzata.
L’estremo realismo del gruppo, ma soprattutto la profonda connotazione psicologica dei personaggi, fa pensare che Niccolò abbia preso come modello lo strazio delle persone ospitate presso l’attiguo ospedale.
Il Compianto sul Cristo morto è un capolavoro che riassume in sé diverse istanze: religiosa, legata alla cura della salute e all’assistenza, e artistica.
Le mostre
Nicola Bertuzzi e la Via Crucis ritrovata, a cura di Pietro Di Natale. Bologna, Museo della Sanità e dell’Assistenza , 21 maggio – 30 giugno 2010
Il Museo della Sanità e dell’Assistenza, la Fondazione Carisbo e l’Azienda USL di Bologna espongono per la prima volta al pubblico la Via Crucis di Nicola Tommaso Bertuzzi, detto l’Anconitano, custodita nella chiesa di Santa Maria della Vita.
Quattordici preziosi Quadretti della Via Crucis dei quali si erano perse le tracce dal 1792, quando furono registrati per l’ultima volta al terzo altare dalla chiesa dell’Ospedale di San Biagio a Bologna, al 1933, anno in cui sono ricordati per la prima volta nella chiesa di Santa Maria della Vita. Oggi sono restituiti al loro antico splendore grazie al restauro condotto dal Laboratorio di Silvia Baroni.
Accanto alla Via Crucis la mostra presenta numerosi lavori rappresentativi del percorso di Nicola Bertuzzi, tra cui opere sacre, bozzetti e dipinti.
Alla mostra si accompagna il volume Nicola Bertuzzi e la Via Crucis ritrovata, curato da Pietro Di Natale, edito da Bononia University Press, che propone la ricostruzione della vita dell’autore, sino ad oggi sconosciuta, e l’esame critico dell’ampio catalogo.
Alfonso Lombardi (1497 ca –1537), Transito della Vergine, 1519–1522, terracotta. Bologna, Oratorio dei Battuti
All’interno della parete sud dell’Oratorio dei Battuti, opposta all’altare, in una nicchia profonda arricchita da una finta architettura dipinta è collocato il Transito della Vergine di Alfonso Lombardi (1497 ca.-1537), appena sottoposto ad un intervento di pulitura superficiale a cura dello studio di restauro Ottorino Nonfarmale.
Si tratta di un gruppo di quindici statue in terracotta, poco più grandi del naturale, che rappresentano un episodio drammatico dei Funerali della Vergine, tratto dai Vangeli apocrifi e dalla Legenda Aurea di Jacopo da Vergine. Come su una sorta di palcoscenico, il gruppo mette in scena l’attimo in cui Anania, un sacerdote ebreo che sta tentando l’oltraggio del rovesciamento del feretro in disprezzo alla Madonna, è spinto a terra da un angelo armato di spada.






























