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Il Complesso Monumentale di Santa Maria della Vita

Nel cuore del centro storico di Bologna, in via Clavature, vicinissimo a Piazza Maggiore.

Il Complesso, di proprietà della Azienda USL di Bologna e gestito, a seguito di una convenzione tra Azienda, Fondazione Cassa di Risparmio e Arcidiocesi, dal Museo della Città srl, è situato in Via Clavature, nel centro storico di Bologna, vicinissimo a Piazza Maggiore. Ne fanno parte la Chiesa, un oratorio barocco e un museo dedicato alla storia della sanità e della assistenza. Dal 2007, è una delle sedi del “Museo della Città – Genus Bononiae”, progetto della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.
Il Complesso rappresenta un capitolo importante della storia della assistenza a Bologna, dal momento che ospitò uno dei primi ospedali cittadini, l’Ospedale della Vita, fondato alla fine del XIII secolo dalla Confraternita dei Battuti. Da quell’Ospedale, attraverso vari sviluppi successivi, è nato l’Ospedale Maggiore di Bologna, del quale ricorrono, proprio quest’anno, i 750 anni della fondazione.
 

La Chiesa di Santa Maria della Vita
L’origine della chiesa è legata alla Compagnia dei Battuti, presente a Bologna dal 1260 e dedita all'accoglienza dei pellegrini e alla cura dei malati. Quel luogo di assistenza in via Clavature prese poi il nome di Ospedale della Vita. La prima chiesa nella quale le funzioni religiose della Confraternita, di fronte all’Ospedale della Vita, era probabilmente una semplice cappella di dimensioni modeste. Ampliata tra il 1454 e il 1502, essa fu poi ricostruita, in seguito al crollo del soffitto (1686), su progetto dell'architetto G.B. Bergonzoni. Nel 1787 venne ultimata l'imponente cupola, alta 52 metri, opera dell'architetto Giuseppe Tubertini (1759-1831) su disegno di Antonio Galli Bibiena (1700–1774). La facciata fu ultimata nel 1905 dall'ingegnere Leonida Bertolazzi (1852–1913), in occasione di una campagna di restauro dell’interno della Chiesa.

All’interno della Chiesa, sull’altare maggiore, si trova la Madonna della Vita, dipinto del XIV-XV secolo. A destra dell’altare maggiore, il celebre Compianto sul Cristo morto di Niccolò Dall’Arca, uno dei più importanti gruppi scultorei in terracotta del quattrocento, mentre nei pennacchi della cupola sono presenti quattro grandi figure in stucco, rappresentanti le Sibille, modellate da Luigi Acquisti nel 1787. Infine nella cupola dell’altare maggiore l’affresco  realizzato da Gaetano Gandolfi (1734-1802) tra il 1776 e il 1779.

Nel 1801, con la soppressione delle Confraternite imposta dalle leggi napoleoniche, l'Ospedale della Vita fu accorpato ad altri e divenne il nuovo Spedale Maggiore di Via Riva Reno, distrutto successivamente dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, e poi ricostruito nell'attuale sede di Via Nigrisoli.


L’ Oratorio dei Battuti
L'Oratorio è un prezioso esempio del primo barocco bolognese, unico esempio in città di architettura sacra con soffitto alla veneziana. Era la sede nella quale si riunivano i membri della Confraternita dei Battuti, in forma strettamente privata, per dedicarsi alle pratiche religiose e penitenziali.
Di origine quattrocentesca, fu completamente ricostruito da Bonifacio Socchi fra il 1604 e il 1617 su progetti di Floriano Ambrosiani, e decorato a stucchi e rilievi. Del precedente oratorio vennero conservate e ricollocate due importanti opere cinquecentesche, un gruppo in terracotta realizzato tra il 1519 e il 1522 da Alfonso Lombardi di Ferrara e raffigurante un episodio dei Funerali della Vergine, e la pala d'altare, Madonna col Bambino e santi, eseguita nel 1564 da Giovanni Francesco Bezzi detto il Nosadella.
I lavori di decorazione si conclusero nel 1639, come ricorda la data dipinta nella nicchia che ospita i Funerali della Vergine, dove compare anche il nome del finanziatore, il conte Giovanni Pepoli, a testimonianza del forte legame tra la Confraternita dei Battuti ed una delle più importanti famiglie bolognesi.


Il Museo della Sanità e dell’Assistenza
Il vasto locale seicentesco del Museo corrisponde all’antica sede dell’Ospedale della Vita, qui operante fino al XVIII secolo.

Il Museo racconta la storia della Sanità a Bologna, attraverso reperti che vanno dalla storia della Confraternita dei Frati Battuti di S.Maria della Vita sino alla descrizione degli attuali servizi sanitari dell’Azienda U.S.L. di Bologna.

Oggi la sala espositiva ospita la mostra “Nicola Bertuzzi e la Via crucis ritrovata”, curata da Pietro Di Natale.








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