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Chirurgia dell'obesità

Gruppo interdisciplinare per il trattamento dell'obesità patologica.

L'Ospedale di Bentivoglio

La Chirurgia dell'Obesità dell’Ospedale di Bentivoglio

L’Ospedale di Bentivoglio è sede di Alta Specializzazione nel Trattamento Chirurgico dell’Obesità e vede la partecipazione e integrazione di molteplici competenze professionali riunite nel Gruppo Interdisciplinare per il Trattamento dell’Obesità Patologica capace di offrire un approccio multidisciplinare al Paziente obeso.

L’Equipe multidisciplinare, che rappresenta il requisito fondamentale del centro per un approccio globale al paziente, ha il compito di:
  • selezionare adeguatamente i candidati alla chirurgia bariatrica
  • seguire i pazienti nel loro percorso pre e post operatorio, fornendo adeguati supporti clinico assistenziali nell’ambito di una stretta collaborazione con il Medico di Medicina Generale, prevedendo percorsi personalizzati in relazione ai vari gradi di complessità.

A questo scopo,  presso l’Ospedale di Bentivoglio è presente personale dedicato con competenze e formazione specifica:

  • Equipe Infermieristica del Reparto, della sala operatoria, della Terapia Intensiva per l’assistenza clinica e dell’Ambulatorio per la fase dello studio preoperatorio, Dietiste per la gestione delle diete nel pre e postoperatorio immediato e per le indicazioni domiciliari;
  • Personale Medico specialista appartenente all’equipe multidisciplinare con specifiche competenze nella diagnosi, nella gestione e nel trattamento dell’obesità e delle patologie correlate e nella correzione dei deficit nutrizionali, oltre a quegli specialisti che possono essere interessati per le consulenze
  • Ufficio Gestione Percorso Preoperatorio, con funzioni di prenotazione visite ed esami preparatori all’intervento con lo scopo di semplificare il percorso riducendo gli accessi tramite l’accorpamento delle prestazioni necessarie alla valutazione clinica, programmazione ricoveri per intervento, aggiornamento lista d’attesa;

Il follow up è parte essenziale della efficacia di qualsiasi trattamento chirurgico bariatrico e comprende sia il controllo clinico internistico, chirurgico e nutrizionale, con la rilevazione dei parametri antropometrici, di laboratorio e strumentali, sia il controllo degli aspetti nutrizionali e della qualità di vita. 

I controlli vengono fatti ogni tre mesi, il primo anno, e dal secondo anno ad intervalli crescenti controllando l’evolversi delle comorbidità e dello stato nutrizionale del paziente, adattando comunque il protocollo alle reali necessita cliniche del paziente.

I gruppi formativo-educazionali, gestiti in collaborazione con lo psicologo e il nutrizionista, permettono ai pazienti, nella fase pre-intervento, di prendere coscienza delle proprie abitudini alimentari, di conoscere la dieta post-operatoria ed essere avviati ad un’educazione alimentare che consenta loro di prepararsi alla nuova condizione legata all’intervento chirurgico e di avere risposte ai propri interrogativi.

Nella fase post-intervento i gruppi formativo-educazionali costituiscono un elemento di supporto psicologico e con l’aiuto fornito dagli specialisti possono realizzare una crescita formativa e contribuire alla soluzione dei problemi legati alle modifiche alimentari.

Il percorso chirurgico dell'obesità

L'accesso

La prima visita si svolge presso l' Ambulatorio Chirurgico N° 26 Padiglione L dell'Ospedale Maggiore di Bologna. La visita deve essere prenotata a CUP con impegnativa e richiesta del Medico di Medicina Generale o del Medico Specialista per “visita chirurgica per obesità” 

Il Chirurgo Bariatra valuta il paziente, le abitudini alimentari e le patologie correlate, raccoglie i dati antropometrici e verifica il rispetto delle raccomandazioni nazionali e internazionali finalizzato a identificare i pazienti eleggibili alla chirurgia dell'obesità.

Il chirurgo inoltre informa il paziente sulle diverse opzioni chirurgiche disponibili presso il Centro e sul protocollo da seguire perchè possa realizzarsi l’indicazione chirurgica.

A tutti i pazienti vengono prescritte:

  • La visita psichiatrica, che viene effettuata presso il Centro per i disturbi del comportamento alimentare dell’Istituto “Ottonello”  Viale Carlo Pepoli, 5, Bologna. La visita psichiatrica ha il compito non solo di valutare la presenza di patologie che possano controindicare l’intervento chirurgico ma anche di verificare la presenza di disturbi del comportamento alimentare, il rapporto con il cibo, le aspettative attese dall’intervento, la disponibilità al cambiamento, la compliance dei pazienti, l’eventuale opportunità di una presa in carico psicologico psichiatrica.


Il medico psichiatra comunicherà al Chirurgo dell’obesità (Chirurgo Bariatra), tramite l’Ufficio Percorso Gestione Preoperatorio dell’Ospedale di Bentivoglio, la valutazione clinica effettuata e la possibilità di procedere nel percorso chirurgico.

La visita internistico-nutrizionale:  viene effettuata, nella fase di studio preopertorio, presso l’Ospedale di Bentivoglio dal medico dietologo-nutrizionista clinico. Vengono valutati gli esami effettuati, il quadro clinico-metabolico ( diabete mellito, ipertensione, endocrinopatie, sindrome delle apnee notturne, cardiopatie ecc.), i dati antropometrici (peso, altezza, BMI…), l’esame obiettivo, le abitudini alimentari. Nel corso della visita, vengono discusse le caratteristiche dell’intervento e il suo impatto nutrizionale.

Nel periodo che precede l’intervento chirurgico il Paziente può venire avviato ad un percorso dietoterapico che ha l’obiettivo di stimolare il cambiamento delle proprie abitudini alimentari attraverso un programma di educazione alimentare e di promozione di nuovi stili di vita e/o favorire una perdita di peso.

Nella fase strettamente preoperatoria il paziente può essere sottoposto al posizionamento di un palloncino endogastrico o a particolari regimi dietetici per ottenere una perdita di peso  che consenta di accedere all’intervento in maggiore sicurezza.

Il paziente la cui situazione clinica non consente l'inserimento immediato in lista d' attesa per intervento chirurgico viene avviato ad un programma di intervento personalizzato sulla base della situazione complessiva  e delle abitudini alimentari,  gestito da medico dietologo-nutrizionista clinico e dietista.

Gli ambulatori nutrizionali sono situati presso gli Ospedali:

  • Maggiore
  • di Bentivoglio
  • di Budrio

I Medici, nutrizionista e/o psichiatra valutano l’opportunità di segnalare allo specialista Psicologo clinico  i pazienti che necessitano di una valutazione psicologica, per una presa in carico psicologica durante la fase di preparazione all’intervento o a quella successiva. La visita ha il compito di valutare i diversi aspetti psicopatologici, il rapporto con il cibo, la compliance del paziente e le dinamiche di supporto psicologico da attuarsi.
L’attività dell’Unità Operativa di Psicologia Clinica Ospedaliera si svolge presso l’Ospedale Bellaria.

Percorso pre-operatorio (Ambulatori Bentivoglio)

Il paziente candidato all’intervento chirurgico viene affidato al Day Hospital Chirurgico di Bentivoglio  per la programmazione degli esami clinico-strumentali utili alla stratificazione del rischio operatorio, con il minor numero possibile di accessi per ridurre il disagio del paziente.

  • Esami laboratorio standard
  • Esami di laboratorio non standard per comorbidita specifiche
  • Rx torace
  • Eco Addome
  • Rx tubo digerente prime vie e/o EGDS con ricerca H.P.
  • Visita Cardiologica ECG ed eventuale ecocardiogramma
  • Visita Diabetologica (in caso di diabete mellito)
  • Visita Pneumologica e PFR
  • Visita Endocrinologia se presenti comorbidità
  • Visita Anestesiologica e programmazione eventuali ulteriori accertamenti

 

Ricovero ospedaliero

L'Ingresso in reparto avviene il giorno precedente all’intervento per rivalutazione clinica o la mattina stessa dell’intervento.
Verrà programmato in anticipo la Recovery Room e Reparto di degenza oppure la Terapia Intensiva.

L'intervento chirurgico

Normalmente gli interventi vengono eseguiti con tecnica laparoscopica in anestesia generale. Questa tecnica prevede di eseguire gli interventi attraverso piccole incisioni della parete addominale, utilizzando una videocamera e  strumenti dedicati che vengono introdotti attraverso questi fori. Guidato dalle immagini trasmesse da un monitor, il chirurgo può eseguire l’intervento.

I vantaggi della laparoscopia rispetto alla tecnica tradizionale sono minore dolore post operatorio, migliore funzionalità respiratoria, una ripresa più preocce dell’attività fisica, minor degenza post operatoria.

È possibile, se ritenuto necessario e preventivamente concordato con il paziente, associare l’intervento di chirurgia per l’obesità ad altri interventi (colecistectomia, iatoplastica per ernia iatale, riparazione di ernie o laparoceli).

Terapia intensiva

Dopo l’intervento può essere necessario un ricovero in Terapia Intensiva, utile per monitorare e/o sostenere le funzioni vitali del paziente. Di norma, il giorno successivo avviene il trasferimento in reparto.

L’unità di Terapia Intensiva  è dotata di 5 posti letto.
La visita ai pazienti ricoverati è consentita  dalle 15.30 alle 19.30.

Reparto

In relazione all’intervento effettuato, la degenza in Reparto potrà variare mediamente da 1-2 giorni a 6-7 giorni. Verrà valutata, di volta in volta, la necessità di un supporto fisiatrico.

Prima della dimissione, il Dietista consegna al paziente il regime dietetico specifico per l’intervento programmato e verranno suggerite le supplementazioni opportune verificando che il paziente abbia compreso le modifiche intervenute con l’intervento e le nuove regole alle quali deve attenersi.
Al paziente verranno forniti i recapiti telefonici a cui rivolgersi per qualunque problema nel periodo post-operatorio.

La visita ai degenti è consentita dalle 7.00 alle 8.30, dalle 11.30 alle 14.30, dalle 17.30 alle 20.00

La rialimentazione nel post-operatorio

Durante il ricovero,prima della dimissione il dietista consegna al paziente un dettagliato schema di rialimentazione da seguire con attenzione.

Dopo l'intervento, nel periodo di "svezzamento" è consigliata una dieta liquida per alcune  settimane, poi frullata  e poi tritata per arrivare gradualmente ad una dieta solida.

L'introduzione di cibi via via più solidi può creare difficoltà nella deglutizione, talora dolori e crampi addominali. E’ pertanto necessario che il paziente acquisisca la capacità di non forzare mai, senza per questo limitarsi ad assumere solo liquidi. In generale comunque,l’intervento chirurgico richiede che il paziente anche una volta superato il periodo di “svezzamento”,segua con attenzione i consigli dietetici forniti dal nutrizionista e dal dietista che sostanzialmente prevedono:

  • l'esclusione dalla dieta dei cibi ricchi di calorie
  • l'utilizzo prevalente dei cibi solidi
  • l’assunzione ai pasti di piccole quantità di cibo  masticando molto bene e a lungo e attendendo tra un boccone e l’altro
  • l'interruzione dell'assunzione di cibo al primo segno di  riempimento gastrico: senso di tensione o pienezza, comparsa di nausea  o vomito o dolenzia.
  • il bere lontano dai pasti a piccoli sorsi evitando bevande gassate,alcoliche o zuccherate


Dopo l'intervento, nel periodo di "svezzamento" è consigliata una dieta liquida per alcune  settimane, poi frullata  e poi tritata per arrivare gradualmente ad una dieta solida.

L'introduzione di cibi via via più solidi può creare difficoltà nella deglutizione, talora dolori e crampi. E’ pertanto necessario che il paziente acquisisca la capacità di non forzare mai, senza per questo limitarsi ad assumere solo liquidi, ma rispettando quelle regole di buona alimentazione sopra enunciate.

Deve essere chiaro al paziente che è molto importante sottoporsi ai controlli periodici clinico-nutrizionali, ematici e  strumentali che l’intervento chirurgico richiede .
Si sconsiglia il fumo e l’uso prolungato di antidolorifici gastrolesivi

Follow-up

E’ molto importante dopo l’intervento chirurgico sottoporsi a controllo chirurgici e clinico-nutrizionali periodici ed effettuare gli esami ematici, radiologici e strumentali richiesti.

E’ previsto un follow-up a 1, 3, 6, 9, 12 mesi il primo anno, ogni 4 mesi il secondo anno, ogni 6 mesi dal terzo anno, anche se, in relazione alle esigenze del paziente, tale calendario potrà modificarsi.

Il follow-up verrà effettuato sia presso l’Ambulatorio di chirurgia dell’obesità dell’Ospedale Maggiore, ambulatorio 26 padiglione L, che presso l’Ambulatorio di Dietologia e Nutrizione Clinica dell’Ospedale di Bentivoglio.

 

Il Team

Responsabili del progetto  “Terapia chirurgica dell’obesità patologica”

Pietro Del Prete (Direttore UOC Chirurgia della pianura AUSL Bologna)
Stefania Taddei (Direttore UOC Anestesia e Terapia Intensiva Bologna Nord AUSL Bologna)

Equipe chirurgica

Pietro Del Prete

Sergio Boschi
Stefano Gagliardi

Anestesista

Stefania Taddei

Francesca Bresadola

Dietologo Nutrizionista

Francesca Anzolin

Psichiatra

Anna Rita Atti

Psicologa

Chiara Zaglia

Dietista

Monica Malaguti

Collaborano con il team

Cardiologia

Leonardo Pancaldi

Chirurgia Plastica

Daniele Fasano

Diabetologo

Giovanni Sorrenti

Endocrinologo

Davide Bianchi

Medicina Interna

Giampaolo Bragagni

Medicina Riabilitativa

Roberto Iovine

Pneumologo

Michela Pederzoli

Radiologia

Davide Piervitali

Patient manager

Monia Giovannini
Rita Fontana

Capo Sala

Lara Lazzari  Reparto Chirurgia
Monica Rasi  Sala Operatoria
Cinzia Pola   Terapia Intensiva

Contatti

OSPEDALE di BENTIVOGLIO
Via Marconi, 35 - BENTIVOGLIO
Centralino 051 6644111

Gestione Percorso Preoperatorio

Monia Giovannini e Rita Fontana, sono le CPSI che curano il percorso pre operatorio e sono a disposizione per le informazioni relative alla prenotazione degli esami.

Possono essere contattate ai seguenti recapiti:

  • Telefono: 051 6644096 dal lunedì al venerdì (dalle ore 10.00 alle13.00)
  • FAX : 051 6644637
  • Email: m.giovannini@ausl.bologna.it
  • Email: r.fontana@ausl.bologna.it

Sede: Ingresso Ospedale di BENTIVOGLIO piano terra (di fianco alla Portineria)

Orario di apertura al pubblico:
Da Lunedì a Venerdì: dalle ore 8.00 alle ore 13.00

Ambulatori

L’ambulatorio di chirurgia dell’obesità è situato nella Palazzina L dell’Ospedale Maggiore di Bologna al n. 26, è aperto il giovedì dalle 8.15 alle 12.30.

Il recapito telefonico è: 051 6478678.      
Email: sergio.boschi@ausl.bologna.it
 
La prenotazione della visita può essere fatta a CUP N. Verde 800884888 o in qualsiasi sportello CUP con impegnativa del Medico Curante per “visita chirurgica per obesità”.

E’ molto  importante segnalare la dizione "per obesità", per non correre il rischio  di essere indirizzati verso un altro ambulatorio chirurgico.

L’ambulatorio Dietologia-Nutrizione Clinica è situato presso l’Ospedale di Bentivoglio al n. 3  ed è aperto il martedì mattina dalle 9.30 alle 13.30.

Il recapito telefonico è 051 6644286.

Email: francesca.anzolin@ausl.bologna.it

La prenotazione della visita può essere fatta a CUP N. Verde 800 884888 o in qualsiasi sede CUP con impegnativa del Medico Curante  recante la dizione “visita dietologica”.

 

 

Come raggiungere l'ospedale di Bentivoglio

Bentivoglio è situato a Nord-Est di Bologna nella pianura Padana. Dista circa 30 minuti da Bologna e 1 ora da Ferrara.

Auto e mezzo privato

  • Autostrada Bologna - Padova A13, uscita Bologna-Interporto: si imbocca la trasversale di Pianura direzione San Giovanni in Persiceto per svoltare sulla Saliceto direzione Bentivoglio;
  • Autostrada Bologna - Padova A13, uscita Altedo: si imbocca la SP20 direzione San Pietro in Casale; oltrepassato il cavalcavia dell’autostrada svoltare a sinistra Strada Comunale Via Saletto; in località Fabbreria svoltare sulla Strada Provinciale Bassa Bolognese SP 44 direzione Bentivoglio.
  • Da Bologna Strada Statale Porrettana SS 64 direzione Ferrara, deviazione Strada provinciale Trasversale di Pianura SP 3 direzione San Giovanni in Persiceto, quindi Strada Provinciale Saliceto SP 45 direzione Bentivoglio.
  • Da Ferrara Strada Provinciale Porrettana, direzione Bologna, poi deviazione Altedo località Canaletto direzione Bentivoglio sulla strada provinciale Bassa Bolognese SP 44.

Mezzi pubblici

Per raggiungere Bentivoglio (da Bologna) con il trasporto pubblico si può scegliere tra:

  • l'autobus di linea (i cui orari si possono consultare direttamente sul sito dell'ATC di Bologna - linea 95, 446 e 447) con partenza dall’Autostazione di Bologna direzione Saletto
  • la combinazione treno Treno regionale Bologna - San Giorgio di Piano- Ferrara  + Pronto Bus di Pianura, servizio a Cura di ATC con prenotazione obbligatoria almeno 35 minuti prima. Il servizio pronto bus si effettua dal lunedì al sabato, escluso il mese di agosto, chiamando 051 290299 dal lunedì al sabato dalle 6.00 alle 20.00 e i festivi dalle 7.00 alle 20.00. La prenotazione dovrà essere effettuata con un anticipo di almeno 35 minuti.

 

 
obesità

Obesità, una malattia sociale a carattere epidemico

L'obesità è una condizione patologica cronica che consiste in un'alterazione della composizione corporea caratterizzata da un eccesso assoluto o relativo di grasso. L'obesità peggiora la qualità della vita e provoca patologie collaterali gravi di tipo respiratorio, cardiovascolari, osteo-articolari, di tipo neoplastico, che possono ridurre la sopravvivenza media.

Nella popolazione affetta da grande obesità, oltre a condizioni negative psicologiche e socio-economiche (ansia e depressione, ridotta autostima, disoccupazione, necessità d'assistenza),  si osserva una riduzione statisticamente significativa della  sopravvivenza media di 12 anni per gli uomini e di 9 anni per le donne.

Le più comuni cause di morte nelle persone obese sono:
- trombosi cerebrale, ictus
- coronaropatie, cardiopatie congestizie
- complicanze di malattie comuni
- interventi chirurgici (mortalità intra- e post-operatoria).

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha identificato l'obesità come obiettivo primario da affrontare e da risolvere.
Attualmente sono stimati 250 milioni gli obesi nel mondo, con netto incremento negli ultimi 10 anni.

In Italia  dal 1994 al  2007 si è verificato un aumento progressivo dell'obesità ( il tasso medio è passato dal 7,3% al 9,9%); attualmente  il 10-15% degli uomini adulti ed il 15-20% delle donne Italiane superano la soglia dell’obesità. Anche bambini ed adolescenti sono stati investiti dal fenomeno, che riguarda il 4% della popolazione dei giovanissimi, mentre il 20% di loro è in soprappeso. Quest'ultimo dato è estremamente preoccupante, poiché si è osservato che circa l’80% degli adolescenti obesi rimane tale in età adulta.

Sulla base di questi dati epidemiologici e della revisione degli studi internazionali, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha stimato l’impatto del costo sociale dell’obesità in Italia in  8,3 miliardi di Euro, pari a circa il 6,7% della spesa sanitaria pubblica.
Ipotizzando una vita media attesa della persona obesa di 75 anni il costo sociale totale di un diciottenne obeso rispetto ad un coetaneo normopeso è stimabile in circa 100.000 euro aggiuntivi.

Secondo i dati ISTAT Health for All 2008, in Italia il costo sanitario pro-capite è di 1.703 euro. Se a questo dato togliamo i costi sanitari connessi alla cura dell’obesità e delle malattie correlate, il costo sanitario pro-capite scende a 1.565 euro. Ciò significa che un cittadino obeso costerebbe al SSN circa il doppio di un cittadino normopeso.

In Emilia Romagna è stimato risiedano 430.000 persone adulte obese, di cui 65.000 con obesità patologica; nella Provincia di Bologna è stimato risiedano 97.000 persone adulte obese, di cui 14.000 con obesità patologica.

Il Servizio Sanitario Nazionale non solo riconosce l’obesità come patologia, ma ne ha inserito la prevenzione ed il trattamento tra gli obiettivi primari del piano sanitario nazionale.

Per contrastare l'obesità, sono necessarie politiche di prevenzione con la diffusione di corrette abitudini alimentari, nuovi stili di vita, programmi di educazione per adulti e per bambini, ma anche l'attuazione di un efficace programma terapeutico multifattoriale e integrato: dietoterapia, incremento dell’attivita fisica, terapia cognitivo comportamentale, farmacologica, psichiatrica e, accanto a queste, la terapia chirurgica.

Tuttavia le terapie non chirurgiche nei pazienti affetti da obesità grave si sono dimostrate spesso inefficaci in particolare nel lungo periodo, per lo più determinando la weight cycling syndrome (perdita-recupero ponderale, detta anche sindrome dello Yo-Yo), dove il grasso che viene ogni volta recuperato fa aumentare il rischio di patologie cardiovascolari.
La terapia chirurgica rappresenta invece l’unica forma efficace di trattamento che consente una riduzione significativa e duratura dell’eccesso di peso nella maggioranza dei pazienti obesi gravi e superobesi. Questo produce effetti favorevoli sulla sopravvivenza.

Tuttavia solo il 30% degli obesi cerca di dimagrire e, di questi,  solo il 5% di loro si rivolge ad un medico: gli altri si affidano ai consigli dei media e della pubblicità, a volte ingannevoli, spesso con conseguenze tragiche.

Come si misura l'obesità

Per la misurazione dell’obesità viene comunemente utilizzato l’ Indice di Massa corporea (IMC), detto anche Body mass Index (BMI).

L’obesità può essere classificata come:

  • lieve o di 1° grado (IMC= 30-34.9)
  • media o di 2° grado (IMC=35-39.9)
  • grave o di 3° grado o patologica (IMC= >40).
Come si misura


L’obesità può essere anche classificata in base alla localizzazione del grasso in:

  • Obesità Ginoide tipica delle donne  dove il grasso si accumula prevalentemente nella regione dei glutei, dei fianchi e delle cosce.
  • Obesità Androide tipica degli uomini caratterizzata da una localizzazione del grasso prevalentemente a livello addominale viscerale.
  • Obesità Mista in cui si associano sia le caratteristiche dell’Obesità Ginoide che  Androide.
Obesità ginoide e obesità androide

Per calcolare il BMI si divide il peso in Kg per l'altezza espressa in metri al quadrato. Il valore numerico ottenuto è l’indicatore più utilizzato per la valutazione del sovrappeso e dell’obesità:

  • Sovrappeso: BMI compreso tra 25 e 29.9                    
  • Obesità grado I: BMI compreso tra 30 e 34,9                     
  • Obesità grado II: BMI compreso tra 5e 39.9                     
  • Obesità grado III: BMI superiore a 40  

 

Indicazioni alla chirurgia dell'obesità

Per i pazienti di età compresa tra i 18 ed i 60 anni la chirurgia bariatrica è indicata

  • se hanno un BMI maggiore di 40 Kg/m2;
  • se hanno un BMI compreso  tra 35 e 40 Kg/m2 in presenza di comorbilità che, presumibilmente, possono migliorare o guarire a seguito della notevole e persistente perdita di peso ottenuta con l’intervento (malattie del metabolismo, patologie cardiorespiratorie, gravi malattie articolari, gravi problemi psicologici, ecc.).

Per essere candidati all’intervento i pazienti devono avere nella loro storia clinica un fallimento di un corretto trattamento medico (mancato o insufficiente calo ponderale; scarso o mancato mantenimento a lungo termine del calo di peso).

Il BMI che viene preso in considerazione, per essere candidabile all'intervento di chirurgia bariatrica,  è il massimo raggiunto dal paziente nella sua storia clinica.

Controindicazioni alla chirurgia dell'obesità

  • assenza di un periodo di trattamento medico verificabile;
  • paziente incapace di partecipare ad un prolungato protocollo di follow-up;
  • disordini psicotici, depressione severa, disturbi della personalità e del comportamento alimentare valutati da uno psichiatra o psicologo dedicato (a meno che non vi siano diverse, specifiche e documentate indicazioni da parte dei suddetti componenti del team);
  • alcolismo e tossicodipendenza,
  • malattie correlate a ridotta spettanza di vita;
  • pazienti inabili a prendersi cura di se stessi e senza un adeguato supporto familiare e sociale.

Cos'è importante sapere

La chirurgia dell’obesità (chirurgia bariatrica) non ha scopi estetici e il suo principale scopo è quello di prevenire e/o correggere i problemi medici connessi all’obesità; benché una riduzione importante e costante del peso sia lo scopo della chirurgia dell’obesità, riduzioni di peso anche modeste possono provocare riduzione o scomparsa delle malattie associate all’obesità stessa.
La chirurgia dell’obesità trova indicazione in casi selezionati e solo dopo il fallimento delle terapie mediche e dietetiche.

Non esiste un intervento ideale e tutti gli interventi proposti presentano aspetti positivi e negativi.
Non esiste nessun intervento chirurgico privo di possibili complicanze.
Qualsiasi intervento per la terapia dell’obesità può quindi avere complicanze medico-chirurgiche a volte gravi e anche potenzialmente mortali, sia nel corso dell’intervento sia nel decorso post-operatorio. Nel corso dei mesi e degli anni successivi si possono verificare altre complicanze che possono richiedere un nuovo intervento chirurgico.

Ogni intervento presuppone da parte del paziente l’impegno a effettuare periodici controlli clinici concordati con il Centro. Questi sono indispensabili non solo per ottenere migliori risultati ma anche per ridurre le complicanze precoci, medie e tardive.

Efficacia della chirurgia bariatrica

La chirurgia dell'obesità è in grado di produrre una significativa riduzione del peso corporeo nella maggioranza dei pazienti trattati e il calo ponderale si accompagna ad un miglioramento di tutte le patologie associate all’obesità.

La chirurgia dell'obesità si rivela molto più efficace della terapia conservativa nel mantenere nel tempo un importante calo ponderale e con la riduzione del peso si è potuto osservare una riduzione delle malattie correlate all’obesità.

In particolare, la chirurgia dell’obesità consente la:

  • risoluzione o miglioramento di malattie metaboliche (diabete mellito di tipo 2, iperinsulinismo, dislipidemia)
  • riduzione del rischio cardiovascolare, risoluzione o miglioramento dell’ipertensione
  • riduzione del rischio tumorale: colon, utero, mammella, esofago, pancreas, prostata
  • risoluzione o miglioramento del russamento e delle apnee notturne
  • miglioramento delle problematiche ortopediche legate al carico
  • risoluzione o miglioramento della steatosi epatica
  • effetti positivi sulla fertilità e le irregolarità mestruali
  • risoluzione o miglioramento della stasi venosa e del linfedema
  • effetti positivi sull’autostima e la vita di relazione

La terapia integrata

La chirurgia bariatrica, pur presentando i risultati più significativi sia in termini di calo ponderale che di risoluzione delle patologie associate all'obesità, non può essere considerata "la risposta" al problema dell’obesità.

La risposta all’obesità, problema sociale e patologia complessa multifattoriale, non può che scaturire dall’integrazione di varie azioni sinergiche:

  • Programmi di prevenzione e educazionali
  • Dietoterapia
  • Terapia cognitivo-comportamentale
  • Terapia farmacologica
  • Terapia psichiatrica
  • Terapia chirurgica
  • Terapia riabilitativa e attività fisica 

 

Gli Interventi Bariatrici

Gli interventi attualmente in uso in Italia, suffragati da casistiche molto ampie e da un follow-up (controlli clinici) adeguatamente prolungato, sono i seguenti:

Interventi endoscopici che limitano l’introduzione del cibo (trattamento transitorio)

  • Palloncino Endogastrico

Interventi chirurgici che limitano l’introduzione del cibo ad azione prevalentemente meccanica (interventi restrittivi)

  • Gastroplastica Verticale (secondo Mason e secondo Mac Lean)
  • Bendaggio Gastrico
  • Sleeve Gastrectomy (Gastrectomia Verticale)
  • Plicatura Gastrica (questa procedura necessita di ulteriori conferme a lungo termine)

Interventi chirurgici ad azione prevalentemente funzionale:

  • Bypass Gastrico
  • Bypass Gastrico ad unica anastomosi (mini bypass gastrico)

Interventi chirurgici che limitano l’assorbimento del cibo (interventi malassorbitivi):

  • Diversione Bilio-Pancreatica (secondo Scopinaro e Duodenal Switch)


Per approfondimenti sui diversi tipi di interventi chirurgici si consiglia la consultazione del sito della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche www.sicob.org

Tutti gli interventi vengono eseguiti in anestesia generale. Attualmente vengono effettuati con metodica laparoscopica anche se, in alcuni casi, si può rendere necessaria la via tradizionale (laparotomia).

  • La tecnica laparoscopica prevede il riempimento della cavità addominale con anidride carbonica e l’impiego di appositi strumenti inseriti nell’addome attraverso alcuni piccoli fori (di solito in numero variabile da 4 a 6 e di dimensioni variabili da 5 a 10/12 mm). In uno di questi fori viene inserita una videocamera che trasmette le immagini su uno schermo televisivo come guida per il chirurgo. In qualche caso, nel corso dell’intervento può essere opportuno convertire l’intervento da laparoscopico a laparotomico.
  • La via chirurgica tradizionale (laparotomia) prevede un’incisione della parete addominale che può essere verticale, di solito lungo la linea che va dallo sterno all’ombelico, oppure orizzontale sulla parte sinistra dell’addome, subito al di sotto dell’arcata costale.

L’Anestesia e la Terapia Intensiva post-operatoria nella chirurgia dell’obesità

La valutazione preoperatoria, la tecnica di Anestesia e l’assistenza intensiva post-operatoria hanno l’obiettivo di prevenire, minimizzare e gestire i rischi di complicanze legati all’intervento chirurgico e alle malattie associate all’obesità patologica.
Il colloquio con l’Anestesista, oltre a dare al medico gli elementi per valutare il paziente e pianificare le procedure necessarie, consente al paziente stesso di capire cosa si farà durante e dopo l’intervento e quindi di collaborare al massimo. 

Durante l’intervento vengono rilevati in continuo i valori della pressione arteriosa, della saturazione di Ossigeno, l’Elettrocardiogramma e altri monitoraggi specifici che dipendono dalla durata dell’intervento e dalle condizioni di base del paziente. Vengono somministrati farmaci anestetici e analgesici a breve durata d’azione che consentono quindi un pronto recupero.

Al termine dell’intervento si procede al risveglio in sala operatoria o in terapia intensiva.
Al risveglio del paziente è necessario prevedere un adeguato trattamento del dolore post-operatorio con farmaci per via endovenosa o per via peridurale programmati a orari fissi o in infusione continua. Il controllo del dolore è molto importante per consentire una buona funzione respiratoria ed una rapida mobilizzazione. Alzarsi precocemente e camminare costituiscono insieme alle terapie meccaniche e farmacologiche la migliore profilassi contro la trombosi e le gravi complicanze che ne possono conseguire.

La nausea e il vomito sono molto frequenti dopo chirurgia laparotomica, ma presenti anche dopo chirurgia laparoscopica. Possono essere molto fastidiosi e ritardare la mobilizzazione del paziente. Devono quindi essere evitati e contrastati in maniera costante con farmaci specifici.
Particolare attenzione va riservata a quei pazienti che  presentano la “sindrome delle apnee notturne”, spesso associata alla grave obesità. Dopo un intervento chirurgico il ricovero in terapia Intensiva di questi pazienti è fortemente raccomandato per il rischio elevato di sviluppare insufficienza respiratoria.

In Terapia Intensiva si continua il monitoraggio iniziato in sala operatoria. L’assistenza infermieristica è molto stretta (il rapporto infermieri/pazienti è di 1 a 2) e garantisce una sorveglianza continua delle condizioni cliniche oltre ad offrire la possibilità di stabilire una relazione umana personalizzata molto importante in queste prime fasi dopo l’operazione. Il medico Anestesista Rianimatore è presente in reparto 24 ore su 24.

 

 

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