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PREVENZIONE DELLA VIOLENZA INTERPERSONALE NELLE SCUOLE PRIMARIE E SECONDARIE

Data di pubblicazione: 07/11/2017 10:46

INTERVENTI RIVOLTI A BAMBINI, RAGAZZI, GENITORI E INSEGNANTI

Ultimo aggiornamento : 07/11/2017

Progetto Prevenzione della violenza interpersonale nelle scuole primarie e secondarie

- per bambini, insegnanti e genitori

- per pre-adolescenti/adolescenti e insegnanti


Obiettivo Salute 2017 2018

AUSL Bologna

 Centro IL faro e L'isola che c'è ONLUS


 

PREMESSE

Fare prevenzione significa fornire conoscenze e abilità in grado di accrescere la sensibilità delle persone a contrasto di fenomeni dannosi per la salute. Il maltrattamento fisico, psicologico ed emotivo/affettivo, la violenza sessuale, il bullismo/cyberbullismo non fanno parte del ‘pacchetto educativo’ offerto da tutte le scuole e le famiglie. E’ possibile pensare che i bambini/ragazzi vengano informati senza spaventarli e senza allarmare i loro genitori, coinvolgendoli e creando un canale comune. Ciò è fondamentale rispetto allo scopo del presente progetto, ovvero, favorire il riconoscimento e l’intervento precoce sulle diverse situazioni che in ambito scolastico, amicale o familiare potrebbero verificarsi. Riflettere sui comportamenti in maniera profonda implica il parlare con bambini e ragazzi di come ci si sente dentro e favorire così, il riconoscimento delle emozioni proprie e altrui nelle diverse situazioni della vita e il contatto empatico tra i ragazzi.

Non è facile, né per gli insegnanti né per i genitori, parlare con i giovani e in particolare con i più piccoli, in modo chiaro e comprensibile della violenza interpersonale, per fare in modo che la riconoscano nel momento in cui rischiano di esserne vittime. E’ comune pensare che non vi sia il bisogno di fornire informazioni ai ragazzi, a meno che non siano sono stati coinvolti in nulla di simile. Inoltre, affrontare in maniera educativa l’argomento non è facile per gli adulti: può essere fonte di imbarazzo, ansia, paura di sbagliare e di traumatizzare i più piccoli. Quando non si sa bene come fare o si ha paura di sbagliare,  si ricorre al coinvolgimento dell’esperto, mentre basterebbe introdurre fin da piccoli nozioni di educazione alle emozioni e sul significato di comportarsi nel rispetto dell’altro. Non molte sollecitazioni arrivano, ad esempio, ai genitori in merito all’importanza di affrontare con i figli il rispetto del corpo fin dalla tenera età. Mentre, questo tipo approccio educativo-informato degli adulti, potrebbe permettere loro di andare oltre le rappresentazioni mediatiche e i discorsi allarmistici sul fenomeno. Un genitore e un insegnante in-formati possono sentirsi più sicuri e rischiare in misura minore di bloccare l’ascolto e la comunicazione con i ragazzi e i bambini, favorendo ascolto e confronto, anche su queste tematiche.

Come emerge da rilevazioni e ricerche sul fenomeno, la violenza riguarda nella maggior parte dei casi l’ambiente prossimo di vita di bambini e ragazzi, senza differenze significative per appartenenza geografica o etnica; è un fenomeno, quindi, trasversale e molto diffuso, di interesse pubblico rispetto agli esiti sulla salute psico-fisica e relazionale delle persone a breve, medio e lungo termine (OMS, 2006). Si tratta di un fenomeno in cui c’è ancora molto sommerso (ISTAT; Save the children e Terre des Hommes, 2010) e in cui gli interventi sono più sbilanciati verso l’approccio ripartivo del danno, piuttosto che preventivo - nonostante numerose ricerche internazionali ne abbiano comprovato l’efficacia.

‘’Donne che hanno partecipato a programmi di prevenzione dell’abuso sessuale da bambine hanno il 50% in meno di probabilità di divenire vittime, rispetto alle donne che non hanno seguito programmi di prevenzione e, qualora si trovino nel ruolo della vittima, di rivelare il loro problema rispetto a quello necessario alle vittime che non sono mai state coinvolte in un intervento di prevenzione durante l’infanzia (Gibson e Leitenberg, 2000)’’Articolo ‘’Le parole non dette’’di Alberto Pellai, esperto in prevenzione dell’abuso sessuale sui minori di età. In Psicologia contemporanea, Gennaio-Febbraio 2009

Fare prevenzione della violenza interpersonale tramite interventi in ambito educativo e favorire un ambiente di crescita maggiormente protettivo per i minori di età non può prescindere, per noi, da un movimento su più livelli, tra loro connessi: l’informazione diretta di bambini/ragazzi; la formazione degli adulti di riferimento; il potenziamento delle capacità comunicative e di comprensione reciproca, attraverso un linguaggio comune e coerente negli interventi scuola-famiglia.

 

Operatori coinvolti per le scuole primarie (interventi per genitori,insegnanti e bambini)

Manzini Chiara - psicologa, collaboratrice de L'isola che c'è ONLUS

Pincanelli Francesca - assistente sociale counsellor, Centro IL FARO

Operatori coinvolti per le scuole secondarie (medie e superiori)

Mancini Mariapia - psicologa, Centro IL FARO

Rovinetti Carla - psicologa, collaboratrice de L'isola che c'è ONLUS

 

Tutto sotto controllo (interventi per genitori e caregiver)

Degiorgis Luca - educatore professionale, giudice onorario Corte d'Appello, TM di Bologna


 

Allegati
VALUTAZIONE DI ESITO E DI GRADIMENTO DEL PROGETTO   535.5 kB 
Trend triennale e efficacia degli interventi
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